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Solidarietà | 23 febbraio 2026, 06:53

"Com'eri vestita?": a Villafranca d'Asti una mostra contro il pregiudizio sulla violenza sessuale

Inaugurata in Sala Bordone l'esposizione promossa da Comune, Amnesty International e SOS donna per smontare lo stereotipo che colpevolizza le vittime

Un tubino nero comprato per festeggiare un esame universitario, un pigiama pesante ("Ogni notte, senza una parola, mi ha violentata e ogni notte ho pregato di morire"), un camice azzurro ("Ricordo il dolore che sentivo ovunque. Era il mio datore di lavoro"), jeans con maglia bianca dal collo alto, una tuta blu. Sono solo alcuni degli abiti esposti nella mostra "Com'eri vestita?", inaugurata ieri a Villafranca d'Asti in una gremita Sala Bordone. Un'esposizione che dà corpo e voce alle vittime di violenza sessuale, per smontare una volta per tutte il pregiudizio che ancora oggi, troppo spesso, sposta il focus dall'aggressore a chi subisce.

Il titolo, che suona come un'offesa, è purtroppo la domanda che molte donne si sentono rivolgere quando denunciano uno stupro. La mostra, ideata dall'associazione di promozione sociale Libere Sinergie e portata a Villafranca dal Comune in collaborazione con Amnesty International e SOS donna, presenta abiti quotidiani – quelli che tutte abbiamo nell'armadio – accompagnati dalle struggenti testimonianze delle vittime. Il messaggio è chiaro e forte: nessun vestito "provoca" una violenza.

Le parole delle istituzioni e delle associazioni

Il sindaco Anna Macchia ha aperto l'incontro con determinazione: "La violenza non è mai colpa di chi la subisce, il colpevole dello stupro è chi lo commette". Una frase ripetuta più volte, perché "invitando le persone alla mostra, ho capito che un certo modo di pensare, frutto di pregiudizio, è più che mai radicato. Spero che a vederla vengano i genitori con i figli".

Simona Franzino, responsabile di Amnesty International Asti, ha ricordato la campagna "Io lo chiedo" per un cambiamento legislativo che ponga il consenso al centro: "Perché il sesso senza consenso è stupro". L'avvocato Davide Arri ha illustrato il racconto della "doppia violenza" che le vittime subiscono nei tribunali, con sentenze che talvolta feriscono ulteriormente la loro dignità. La giornalista Laura Nosenzo ha infine richiamato l'attenzione sul sito sos-donna.it, attivo per diffondere la conoscenza dei servizi astigiani di supporto.

Ad aprire l'emozionante pomeriggio, la lettura della poesia "Cosa indossavo" di Mary Simmerling, che ha ispirato la mostra, a cura di Irene Venturino. Il testo è pubblicato sul sito di SOS donna.

Orari di visita

La mostra resterà aperta fino a sabato 28 febbraio con i seguenti orari: oggi ore 10-12.30; da domani a venerdì 27 febbraio: 10.30-12.30; sabato 28 febbraio: 10.30-12.30 e 16-18.

Redazione

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