Ieri, nella sala manifestazioni dell’associazione Insieme di Antignano, si è svolto un incontro con Elena Gallizio, originaria di Antignano, dottoressa in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, restauratrice e ideatrice del progetto “Consolidarte”, che ha approfondito l’uso dei materiali da costruzione tradizionali nell’architettura sacra e civile del territorio.
Elena Gallizio ha già lavorato nel restauro conservativo di un antico paliotto d’altare, originariamente collocato nella storica parrocchiale dell’Annunziata e successivamente trasferito nell’attuale chiesa cimiteriale di Santo Stefano. Paliotto che, nei primi del Novecento, durante il suo trasferimento, aveva subito alcuni danni che oggi sono stati sanati.
Durante l’incontro, la giovane restauratrice ha spiegato le vicende che hanno portato il paese a occupare tre siti differenti fino ad insediare la popolazione in una sorta di ricetto fortificato, oggi corrispondente al centro storico, anche in ragione delle frequenti scorribande armate. Demolizioni, rifacimenti, restauri hanno cambiato la fisionomia originale di Antignano ma hanno un tratto comune: l’uso di materiali da costruzione reperiti sul posto e sapientemente utilizzati dagli artigiani locali. Tufo, sabbia, laterizio cotto o crudo, calce, legno, ferro, gesso, sassi di fiume, malta, arenaria che servivano per edificare, riparare, abbellire sia costruzioni tipiche del luogo quali fabbricati rurali, dotati di parte civile e parte rustica, sia opere sacre quali chiese, piloni votivi e cappellette campestri.
Un viaggio attraverso la maestria degli artigiani di Antignano che, pur con materiali poveri, sono riusciti a superare il corso del tempo.














