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Scuola | 02 aprile 2026, 07:05

Bonus nido 2026, l'Inps semplifica le procedure per le famiglie

Le domande dovranno essere presentate online e il contributo varierà in base all'Isee

Bonus nido 2026, l'Inps semplifica le procedure per le famiglie

L'Inps ha dato ufficialmente il via alla nuova stagione del Bonus Asilo Nido 2026, introducendo una serie di innovazioni studiate per ridurre sensibilmente il carico burocratico sulle spalle dei genitori. La novità più rilevante, comunicata con il messaggio numero 1136 del 31 marzo, riguarda la durata della richiesta: da quest'anno, infatti, non sarà più necessario rinnovare l'istanza ogni dodici mesi. È sufficiente trasmettere una singola domanda che resterà valida fino all'agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni, semplificando drasticamente l'accesso al beneficio.

Sul fronte economico, l'agevolazione si conferma un pilastro fondamentale per il welfare familiare, con un importo che può toccare la soglia dei 3.600 euro annui. Il calcolo viene effettuato sulla base dell'Isee per specifiche prestazioni familiari, tenendo conto degli importi già erogati per l'Assegno Unico e Universale. La domanda deve essere inoltrata dal genitore che sostiene effettivamente la spesa della retta, agendo esclusivamente attraverso i canali telematici dell'istituto — utilizzando Spid, Cie o Cns — oppure rivolgendosi ai patronati.

Nonostante la domanda diventi pluriennale, resta l'impegno per la rendicontazione periodica delle spese. Ogni anno, le famiglie dovranno selezionare le mensilità per le quali intendono ricevere il contributo, caricando i relativi documenti di spesa entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento. Un'attenzione particolare va prestata alla scelta della struttura educativa: il bonus è riconosciuto solo per asili nido, micronidi, sezioni primavera e spazi gioco regolarmente abilitati secondo le normative regionali vigenti.

L'Inps effettuerà verifiche puntuali consultando gli elenchi ufficiali e, in assenza di autorizzazione della struttura, il contributo non sarà riconosciuto. Per accelerare le procedure e ridurre i tempi dei controlli, l'ente suggerisce ai genitori di farsi rilasciare dalla struttura i riferimenti precisi della propria abilitazione da inserire direttamente nella domanda.

Il provvedimento non dimentica i bambini che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare le strutture educative. In questi casi, il genitore residente e convivente con il minore può richiedere il contributo per attivare forme di supporto presso il proprio domicilio. Tutti i dettagli operativi e le istruzioni tecniche sono consultabili nella Circolare numero 29 del 27 marzo e nel messaggio del 31 marzo pubblicati sul portale ufficiale dell'ente.

Redazione

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