Il gruppo Lavazza - in un anno segnato da prezzi record del caffè e tensioni globali - ha registrato un fatturato di 3,9 miliardi, in crescita del 15,7 per cento. La Ferrero, holding proprietaria del gruppo Ferrero e di Cth Invest, ha chiuso l’esercizio finanziario con un fatturato consolidato pari a 22,3 miliardi di euro, in crescita del 5,3%. Inalpi, azienda lattiero-casearia di Moretta (Cuneo) amplia il business e punta su una piattaforma integrata tra industria, nutrizione e ricerca, che mette al centro il cibo. Non più solo come semplice risposta ai bisogni alimentari, ma come supporto concreto alla salute e al benessere. Con questo obiettivo è stata varata la nuova organizzazione, presentata all'Inalpi Arena di Torino, l’impianto sportivo e di spettacolo che l'azienda gestirà per altri tre anni con l'obiettivo – ha spiegato il presidente Ambrogio Invernizzi - di rinnovare ulteriormente il contratto quinquennale.
Insomma, c’è anche un Piemonte che tira, che cresce, che investe e fa registrare utili.
E bisogna avere il coraggio di dirlo, anzi di gridarlo ai quattro venti.
In un panorama deprimente di chiusure, di difficoltà, di massicci ricorsi a cassa integrazione, se non addirittura di licenziamenti, ci sono industrie che vanno bene. E fanno bene al territorio.
Abbiamo citato tre esempi in apertura, perché queste notizie relative a tre aziende del settore alimentare sono giunte quasi in contemporanea, nella stessa giornata. Sicuramente ce ne sono anche parecchie altre che andrebbero citate. E ci scusiamo per non farlo in quest’occasione.
Lavazza, Ferrero, Inalpi sono il segno che c’è un Piemonte in crescita, che scommette nel futuro. Lo ha già fatto nel passato: e i risultati si vedono. E continuerà a farlo.
L’ augurio è che queste tre holding siano soltanto la punta di un iceberg ben più grande. Sarebbe la vera speranza per le nuove generazioni.














