Nel 2025, dopo quattro anni di diminuzione, è cresciuta la preferenza della clientela per i negozi tradizionali: il 20,9% degli acquirenti ha fatto la spesa in piccoli esercizi di vicinato, nel 2024 era il 17,2%. In netto calo, per contro, la frequentazione di super e ipermercati. Lo ha rilevato l’indagine annuale della Camera di Commercio di Torino, ma il dato è estendibile al resto del Piemonte.
Stanno cambiando i nostri comportamenti di consumo. Stiamo infatti assistendo a una maggiore consapevolezza da parte della clientela, accompagnata da una progressiva tendenza verso acquisti più frequenti e mirati, che trovano il canale più adatto proprio nel negozio. Forse anche come conseguenza della crisi economica in atto, gli acquisti diventano sempre più consapevoli: non compro solo per il gusto di comprare, ma se mi serve, anche solo una pagnotta, vado nel piccolo negozio e non nel grande centro commerciale, dove le confezioni sono per lo più famigliari.
Non solo: il piccolo negoziante sa darmi il consiglio giusto sul prodotto da acquistare, a fronte dell’impersonalità dei grandi magazzini. A questo scenario si aggiunge un nuovo pubblico, quello dei turisti. Sono sempre di più quelli che affollano le nostre città e tutti dimostrano un apprezzamento per l’offerta commerciale piemontese. Il turista che vuol portarsi a casa i nostri cioccolatini, i nostri formaggi, i nostri vini (o anche solo un ricordino) entra in un negozio e non certamente in un supermercato.
Se regge il piccolo negozio, regge anche lo spirito di comunità. Ce lo siamo sempre detti. Si va dal commerciante non solo per un acquisto, ma anche per scambiare due ciance, per uscire dall’ isolamento della nostra società estraniante. Non bastano i social, abbiamo bisogno di relazioni umane, tutti. E quindi ben vengano quel sorriso, quella battuta, che chi apre un negozio dovrebbe sempre avere. Appunto dovrebbe.
Il valore più grande del commercio al dettaglio sta nell’affabilità di chi sta dietro al bancone, di chi ogni mattina tira su la serranda. Non importa se ha mal di denti o se ha litigato in famiglia. La deontologia del commerciante prevede il sorriso, la disponbilità, l’accoglienza. E su questa strada abbiamo fatto passi da gigante, ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento.












