Il mese di aprile ha segnato un momento di profonda riflessione per centinaia di studenti della provincia di Asti grazie al ciclo di incontri dal titolo Non è un gioco. L'iniziativa ha portato esperti del diritto direttamente nelle aule per dialogare con le giovani generazioni su temi cruciali come la legalità e la responsabilità penale.
Il calendario degli appuntamenti ha visto una fitta partecipazione distribuita in quattro momenti chiave. Il debutto è avvenuto il 10 aprile nell'auditorium della scuola secondaria di primo grado Goltieri di Asti. Qui, le classi hanno incontrato il presidente della camera penale di Asti, l'avvocato Davide Gatti, insieme al sostituto procuratore della Repubblica Stefano Cotti e al giudice dell'ufficio GIP/GUP Matteo Bertelli Motta. Erano presenti anche la presidente del comitato pari opportunità (CPO), l'avvocato Barbara Odarda, e l'avvocato Cristina Preti.

Pochi giorni dopo, il 13 aprile, il percorso ha fatto tappa alla scuola Fagnano di Rocchetta Tanaro. In questa occasione il confronto è stato guidato dagli avvocati Chiara Pescarmona, Fausto Liguori e Fabio Nicotra, segretario del CPO di Asti. Il 20 aprile l'iniziativa si è spostata alla scuola Cerretto di Montegrosso d'Asti, dove gli studenti hanno dialogato con il giudice della sezione penale Ludovico Astengo e gli avvocati Maurizio La Matina e Roberta Odarda. Infine, il 24 aprile, il ciclo si è chiuso nuovamente alla scuola Goltieri di Asti con l'intervento del sostituto procuratore Davide Greco e degli avvocati Maurizio Lattanzio e Roberta Odarda.

Il cuore degli interventi ha riguardato la comprensione del diritto penale attraverso un linguaggio accessibile e diretto. Gli esperti hanno approfondito i reati che più frequentemente possono interessare la fascia giovanile, ponendo l'accento sul concetto tecnico di imputabilità. Non si è trattato di semplici lezioni frontali: la metodologia scelta ha privilegiato la simulazione di casi specifici, permettendo ai ragazzi di visualizzare concretamente le conseguenze legali e sociali delle proprie azioni.
L'intero progetto è stato coordinato dall'istituto comprensivo 2 di Asti, che opera come scuola capofila della Rete per la promozione dei valori della giustizia, in stretta sinergia con la camera penale e il comitato pari opportunità dell'ordine degli avvocati. L'obiettivo primario è stato quello di trasformare concetti giuridici spesso percepiti come distanti in strumenti di cittadinanza attiva.
La dottoressa Rosa Savarese, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo 2, ha espresso profonda soddisfazione per la riuscita del percorso sottolineando come questi interventi siano volti a "coltivare il rispetto reciproco e il valore dei diritti costituzionali", e ha aggiunto che "il confronto si è rivelato stimolante, favorendo una maggiore consapevolezza dei giovani verso tematiche vicine alla loro realtà", confermando la volontà di proseguire l'esperienza anche nel prossimo anno scolastico.
L'entusiasmo mostrato dagli alunni delle classi seconde e terze, che hanno partecipato con domande puntuali e grande curiosità, testimonia l'importanza di portare la cultura della legalità fuori dai tribunali per radicarla nel quotidiano dei futuri cittadini.

















