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Attualità | 06 maggio 2026, 15:29

Sport ad Asti, Azione attacca: “Quattro anni di fallimenti e poltrone, un’offesa alle nostre società sportive”

Il coordinatore provinciale Bovino denuncia l’ennesimo cambio di delega a Limbordo dopo i passaggi per Rizzo, Morra e il sindaco. “Famiglie escluse, fare sport sta diventando un lusso. Questa giunta non ha mosso un dito”

Mario Bovino

Mario Bovino

L’ennesimo passaggio di mano della delega allo Sport, oggi affidata al consigliere Limbordo dopo essere passata per Rizzo, Morra e le mani del Sindaco, non è per Azione un semplice atto amministrativo. Il coordinatore provinciale Mario Bovino parla chiaro: “è l’ultimo schiaffo a chi lo sport lo vive e lo pratica ogni giorno”.

In un comunicato , il movimento denuncia “un dato di fatto sotto gli occhi di tutti: in questi cinque anni lo sport ad Asti è stato ridotto al nulla assoluto”. Le associazioni, definite “il cuore pulsante della città”, sarebbero state “sistematicamente abbandonate”. Secondo Bovino, i dirigenti sportivi si sono trovati davanti a “un muro di gomma: nessun interlocutore stabile, nessuna programmazione, solo un valzer di poltrone che ha generato incertezza e immobilismo”.

“Famiglie escluse, lo sport non è più per tutti”

Il fallimento più grave, sottolinea Azione, riguarda il sociale. “In una città dove l’amministrazione non ha visione, fare sport sta diventando un lusso”, si legge nel documento. Bovino rincara la dose con due domande retoriche che il partito trasforma in denuncia: “Dov’è il sostegno alle famiglie in difficoltà? Dov’è la vicinanza a quei genitori che devono rinunciare all’attività fisica per i propri figli perché le spese sono insostenibili?”

Secondo il coordinatore provinciale, “questa Giunta non ha mosso un dito per abbattere le barriere economiche”, ignorando “completamente il valore educativo e di salute pubblica che lo sport rappresenta per i nostri giovani”.

“Basta dilettantismo, Asti merita una visione vera”

La conclusione di Mario Bovino è netta: “Questa confusione è lo specchio di una città che va ricostruita. Lo sport non è un trofeo da esibire in campagna elettorale, ma un diritto da garantire con competenza e presenza costante. Il tempo dell’improvvisazione è scaduto: le società e le famiglie astigiane meritano serietà, non l’ennesimo rimpasto dell’ultimo minuto”.

E aggiunge: “Asti merita di tornare in campo con una visione vera. Il nostro impegno parte da qui: riportare lo sport al centro della comunità, non dei giochi di palazzo”.

Redazione


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