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Sanità | 07 maggio 2026, 16:42

Sanità piemontese, passa la manovra da 209 milioni di euro tra le proteste per i tagli e la difesa della maggioranza

Il consiglio regionale approva la copertura della maggiore spesa sanitaria. Per le opposizioni è un disavanzo pagato dai cittadini, ma Fratelli d'Italia ribadisce la volontà di investire nel servizio pubblico

Sanità piemontese, passa la manovra da 209 milioni di euro tra le proteste per i tagli e la difesa della maggioranza

Il consiglio regionale del Piemonte ha dato il via libera, con 28 voti favorevoli e 13 contrari, alla legge sugli interventi urgenti in materia di Sanità. Il provvedimento normativo si è reso necessario per coprire uno scostamento di 209 milioni di euro dovuto alla maggiore spesa sanitaria, anticipando le risorse da altri capitoli del bilancio regionale. Una manovra contabile che ha infiammato il dibattito in aula, tracciando una linea netta tra chi governa e chi siede nei banchi della minoranza.

La difesa della Giunta e le parole di Ebarnabo

La maggioranza ha fatto quadrato attorno al provvedimento, respingendo fermamente l'accusa di aver creato un buco nei conti. L'assessore alla Sanità, Federico Riboldi, ha rivendicato le scelte strategiche dell'amministrazione: "Il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi". L'assessore ha poi ricordato l'assunzione di 4200 operatori, spiegando che l'alternativa sarebbe stata l'adozione di provvedimenti drastici che avrebbero limitato pesantemente l'accesso alle cure.

Sulla stessa lunghezza d'onda si è posizionato Sergio Ebarnabo, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, che ha elogiato il quadro tracciato dalla Giunta. "I numeri dimostrano che il Piemonte sta investendo: sulle liste d’attesa, sul personale, sulle internalizzazioni e sull’ammodernamento dell’organizzazione sanitaria", ha sottolineato il consigliere. Secondo Ebarnabo, le 250mila prestazioni aggiuntive erogate e i turni serali e festivi sono la prova evidente di una politica mirata. E ha concluso in modo netto: "La strada intrapresa dalla Giunta Cirio e dall’assessore Riboldi è quella giusta: tenere i conti sotto controllo, evitare tagli lineari e continuare a investire in una sanità pubblica, universale e più vicina ai cittadini".

A sostegno della linea governativa sono intervenuti anche Silvio Magliano (Lista Cirio), che ha evidenziato la necessità di considerare i cittadini come persone e non solo come pazienti, Annalisa Beccaria, che ha ricordato i 534 milioni di euro investiti sul personale dal 2019 a oggi, e Roberto Ravello (Fdi), il quale ha puntato l'accento sull'invecchiamento della popolazione e sulla conseguente necessità di non tagliare i posti letto.

L'attacco delle opposizioni e la denuncia dei tagli

Il fronte delle minoranze ha invece delineato uno scenario radicalmente opposto, parlando di servizi essenziali sacrificati per tappare le falle della gestione ospedaliera. Per Gianna Pentenero del Partito Democratico la realtà sfugge alla narrazione della maggioranza: "Malgrado i tentativi di dare una copertura tecnica alla manovra, la verità è che sono stati fatti tagli su diritto allo studio universitario, tutela delle risorse idriche, trasporti e inclusione sociale".

Critiche severe sono arrivate anche da Alice Ravinale (Luv), la quale ha denunciato un sottofinanziamento cronico del settore e sforbiciate per 120 milioni di euro che peseranno sulle casse delle singole Asl. Ancora più dura è stata la presa di posizione di Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle, che ha attaccato la legge appena approvata senza mezzi termini: "Siamo di fronte a una manovra lacrime e sangue, il disavanzo di 209 milioni della sanità è una voragine nei conti, ci sono aziende che hanno addirittura raddoppiato il buco".

Hospice, Città della salute e fibromialgia

Oltre al riordino contabile, la legge approvata contiene fondi specifici per potenziare la rete degli hospice, rafforzare la presa in carico dei pazienti fragili e coprire il compenso del commissario straordinario per la nuova Città della salute e della scienza di Novara.

Su questi delicati temi il consiglio ha approvato due emendamenti proposti dall'opposizione. Il primo, a firma Domenico Rossi (Pd), impone un obbligo di rendicontazione annuale per monitorare i lavori del polo ospedaliero novarese. Il secondo, presentato da Nadia Conticelli (Pd), garantisce che il potenziamento degli hospice avvenga con un'equa distribuzione dei posti letto, privilegiando le aree territoriali oggi più carenti. Infine, l'aula ha dato il via libera a un ordine del giorno per la piena attuazione della legge in favore delle persone affette da fibromialgia, prevedendo anche la creazione di una piattaforma digitale regionale per il monitoraggio dei pazienti.

Alice Ravinale, Valentina Cera, Giulia Marro di AVS rimarcano: "La destra continua a difendere, con incomprensibile orgoglio, il suo sistema Ponzi che taglia, secondo loro temporaneamente, trasporti, borse di studio e welfare per tenere in piedi un sistema sanitario con un disavanzo cresciuto di 50 milioni in due anni. Ma nemmeno la più insistente propaganda può modificare la realtà: se il Governo Meloni continua a tagliare risorse alle Regioni e sottofinanzia il sistema sanitario, la situazione è destinata solo a peggiorare e - puntualmente - dopo l'aumento delle tasse arriva il taglio dei servizi diversi dalla sanità. Quello che ci hanno spergiurato in questi giorni è che ripristineranno quei servizi usando proprio dei versamenti di Asl e Ospedali che hanno debiti antecedenti al 2011. Dalla sola Asl Città di Torino dovrebbero arrivare oltre 50 milioni. Tutto molto difficile da immaginare, visto che sono quelle stesse ASL per cui la Regione è dovuta correre ai ripari con la manovra rocambolesca di questi giorni.
I nostri emendamenti e ordini del giorno, tutti respinti, avevano il fine di rendere la sanità più accessibile ed equa, e di far fronte a situazioni di palese ingiustizia, dalla strutturale carenza di fondi per le persone non autosufficienti al potenziamento dei Serd per far fronte al crescente problema delle dipendenze, a partire dal crack, all'applicazione di contratti equi per chi lavora nei servizi esternalizzati con salari e tutele troppo basse. Ma ancora una volta la maggioranza ha dimostrato di non volerlo fare nei fatti. Nemmeno sulla programmazione del personale delle case della comunità si sono assunti impegni, contraddicendo quello che racconta lo stesso Riboldi. Per loro l'importante è riuscire a cambiare la narrazione della realtà, sottovalutando l’intelligenza dei cittadini e cittadine piemontesi".

Redazione

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