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Economia e lavoro | 12 maggio 2026, 07:59

Crisi dei mercati, in Piemonte persi quasi quattromila posti di lavoro: l'Ana Ugl chiede un tavolo di crisi

Il segretario regionale, l'astigiano Enzo Arleri, scrive ai prefetti per sollevare il caso delle concessioni: "Allineare le scadenze al 2032 e mappare i posteggi vuoti per evitare la scure della Bolkestein"

Il mercato di Asti

Il mercato di Asti

Il settore del commercio su area pubblica sta attraversando una fase di profonda difficoltà. I numeri delineano un quadro preoccupante che non risparmia le nostre zone: negli ultimi dieci anni, in Italia, hanno chiuso oltre 50.000 attività ambulanti, di cui più di 3.900 tra Piemonte e Liguria, con la conseguente perdita di circa 7.000 posti di lavoro.

A lanciare l'allarme è l'Ana Ugl Piemonte (Associazione nazionale ambulanti), che ha inviato una nota ufficiale ai prefetti delle province piemontesi e liguri. L'iniziativa, guidata dal segretario regionale, l'astigiano Enzo Arleri, punta a sollecitare un intervento urgente da parte del Governo per arginare una crisi acuita dalla pandemia, dall'esplosione delle vendite online e dall'espansione della grande distribuzione.

"Siamo tutti chiamati a dare risposte", sottolinea il documento sindacale, ponendo l'accento sulla necessità di: "Consentire a chi ancora accende il furgone ogni mattina all'alba di continuare ad esercitare la propria attività con maggiore serenità verso la propria vita ed il proprio futuro".

La richiesta di un tavolo ministeriale

La prima istanza avanzata dal sindacato è l'apertura immediata di un "Tavolo di crisi" presso il Ministero delle Imprese. L'obiettivo è definire politiche di sostegno per una categoria che continua a garantire un servizio essenziale, sia nelle grandi città che nei piccoli comuni.

Secondo l'associazione, la presenza dei mercati svolge un ruolo chiave: "Contrastando i processi di desertificazione commerciale in atto, assicurando il mantenimento delle relazioni sociali ed umane e permettendo alle famiglie a basso reddito di approvvigionarsi".

A preoccupare maggiormente è però l'impatto della direttiva Bolkestein e l'applicazione dell'articolo 12, che prevede procedure di selezione pubblica "qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse".

Il nodo dei posteggi vuoti

È proprio sul concetto di "scarsità delle risorse" che l'Ana Ugl basa la propria battaglia. Le chiusure massicce degli ultimi anni hanno lasciato vuoti enormi nelle piazze. Solo entro il primo semestre del 2026, si stima la chiusura di ulteriori 6.000 attività a livello nazionale, che si sommano alle oltre 49.000 già cessate.

"È di tutta evidenza sulle aree mercatali d'Italia, ed anche nelle regioni del Piemonte e della Liguria, l'enorme disponibilità di concessioni di posteggio lasciate libere dagli ambulanti che hanno cessato l'attività", spiega il segretario regionale. L'associazione stima in oltre 100.000 i posteggi attualmente inutilizzati.

Per questo motivo, Arleri e il sindacato chiedono al Governo di avviare un Censimento nazionale delle concessioni libere: "Tale disponibilità, se accertata in maniera ufficiale dallo Stato italiano, impedirebbe l'automatica applicazione della direttiva Bolkestein, evitando la conseguente messa a concorso dei posteggi". La proposta finale è di allineare per tutti la scadenza legale delle concessioni al 31 dicembre 2032, dando così il tempo necessario per la mappatura e restituendo certezze imprenditoriali agli ambulanti e all'indotto collegato.

Redazione

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