Questa sera il consiglio comunale sarà chiamato a discutere della delicata situazione dei call center astigiani, un tema che da settimane tiene banco nel dibattito politico locale. In vista della seduta, i consiglieri di minoranza Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, esponenti del gruppo Uniti si può, hanno presentato questa mattina un documento programmatico volto a tutelare i lavoratori dell'azienda Konecta e a promuovere percorsi di riconversione professionale.
La situazione nel sito astigiano sarebbe sempre più allarmante. Le recenti evoluzioni aziendali hanno già comportato l'uscita di circa 93 lavoratrici e lavoratori, e il venir meno dell'interesse verso un possibile accorpamento delle sedi ha inasprito l'incertezza sul futuro occupazionale.
"La perdita di oltre novanta posti di lavoro rappresenta un grave danno per l'economia locale e per la coesione sociale del nostro territorio, spiegano Briccarello e Bosia, sussiste il rischio concreto che, in assenza di interventi tempestivi, la situazione possa ulteriormente aggravarsi nei prossimi mesi".
L'impatto dell'intelligenza artificiale
Il settore dei servizi di contatto sta attraversando una profonda fase di trasformazione. I consiglieri evidenziano come tali cambiamenti siano legati: "In particolare allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e a un quadro normativo ancora non pienamente adeguato".
Una trasformazione che incide pesantemente sulle prospettive e sulle competenze richieste agli operatori. Per questo motivo ritengono "necessario un intervento attivo dell'Amministrazione comunale per favorire la permanenza dell'azienda sul territorio, promuovendo percorsi di riqualificazione e riconversione professionale, valorizzando anche strumenti già disponibili".
Le richieste al sindaco e alla giunta
L'ordine del giorno di Uniti si può impegna direttamente il sindaco e la giunta a intraprendere ogni azione utile per rafforzare i rapporti con Konecta.
Tra le proposte operative, i due esponenti chiedono: "Di promuovere, in collaborazione con l'azienda e le parti sociali, l'utilizzo dei fondi interprofessionali già versati, orientandoli a percorsi di formazione con ricaduta locale". Sollecitano inoltre: "Un tavolo di confronto con le realtà formative del territorio, tra cui Astiss e il Politecnico di Torino, per progettare percorsi formativi innovativi rivolti agli operatori, con particolare attenzione a digitalizzazione, gestione documentale e intelligenza artificiale".
Il sostegno per chi ha perso l'impiego
Un punto cruciale del documento riguarda le persone già uscite dal ciclo produttivo. Per loro, Briccarello e Bosia chiedono a gran voce: "Un'azione integrata che coinvolga il Centro per l'impiego per i percorsi di reinserimento lavorativo, lo Sportello unico per le imprese per il supporto all'autoimprenditorialità, e il Fondo nuove competenze per le attività di aggiornamento".
L'appello finale di Uniti si può è esteso a tutte le istituzioni e al sistema formativo territoriale: "Dobbiamo collaborare attivamente per trasformare l'attuale situazione di crisi in un'opportunità di rilancio, puntando su innovazione, competenze e sviluppo sostenibile".














