(Adnkronos) - “Com’è andata la perizia? Abbiamo fatto due giorni di riunione operativa nella quale abbiamo valutato tutto quello che c'era nel fascicolo distribuendo i compiti, decidendo che relazioni fare e come muoverci”. Lo ha detto la genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Andrea Sempio, al suo ingresso nella sede della Genomica Srl, il laboratorio a Roma dove ieri Sempio si è recato per una perizia personologica. “Andrea si è sottoposto a colloqui che sono andati avanti per due giorni perché tutto ciò che è psicodiagnostica è molto lungo e quindi adesso si farà una relazione”, ha aggiunto la genetista, che a proposito di Sempio e del caso Garlasco ha sottolineato: “Lui chiaramente è preoccupato, però è sempre sereno e ha ribadito la sua innocenza” (VIDEO).
A una domanda sul caso Garlasco nel corso di un convegno a Roma, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha risposto: “Il ministro della Giustizia non può pronunciarsi su un procedimento in corso, posso solo in via astratta dire da cosa nasce questa situazione paradossale: nasce da una legislazione, che secondo me dovrebbe essere cambiata ma sarà molto difficile cambiarla, per la quale una persona assolta in primo e in secondo grado, può poi senza nuove prove, essere condannata”.
“Questo è accaduto sedici anni fa con il primo processo”, ha continuato. “Sia chiarissimo che non ho la più pallida idea della dinamica del delitto e del suo autore - ha premesso - ma ho un’idea chiara sulla dinamica della nostra legislazione, che è sbagliata”.
“Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannare una persona che è stata assolta due volte, da una Corte di Assise e da una Corte di Assise di Appello?”, ha continuato. Secondo Nordio nel sistema anglosassone “tutto questo è assolutamente inconcepibile”.
“Da lì nasce una situazione sulla quale oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa essere che una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro sulla base di prove per le quali, secondo l’accusa, l’autore del delitto sarebbe diverso dal primo”, ha proseguito il ministro, parlando di una “situazione anomala, che non ho mai visto”.













