La Regione Piemonte mette in campo una misura di portata storica per contrastare l'invecchiamento dei conduttori agricoli e stimolare il ricambio generazionale. È stato infatti pubblicato il nuovo bando SRE01, fortemente sostenuto dal presidente Alberto Cirio e dall'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni, che mette a disposizione 20 milioni di euro interamente dedicati al primo insediamento dei giovani. Si tratta di un incremento straordinario, pari al 72% in più rispetto agli 11,6 milioni di euro dello stanziamento precedente.
La novità è stata accolta con forte favore da Confagricoltura Piemonte, che vede in questo provvedimento una risposta concreta a un’emergenza strutturale. Secondo i dati dell'Anagrafe Agricola Unica, aggiornati al primo dicembre 2025, le imprese guidate da under 41 nella regione sono appena 6.456, ossia il 15,1% del totale, a fronte di oltre il 60% di titolari che ha già superato i 55 anni e di un terzo che va oltre i 65.
Il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, ha espresso un giudizio molto positivo sulla misura: "Esprimiamo apprezzamento per la scelta del presidente Alberto Cirio e dell’assessore Paolo Bongioanni di incrementare significativamente le risorse", ha affermato. "I 20 milioni rappresentano la dotazione più alta mai destinata in modo esclusivo al primo insediamento. Oltre il 60% dei titolari ha più di 55 anni: senza nuovi ingressi, il settore rischia di perdere una quota significativa di aziende nel prossimo decennio", ha aggiunto.
I dettagli dello stanziamento e i premi per la montagna
L'agevolazione è rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Il bando, la cui scadenza è fissata per il 15 settembre 2026, prevede un premio individuale di 45.000 euro, che sale a 55.000 euro per chi sceglie di insediarsi nelle zone montane.
Sono previsti incentivi significativi anche per le forme associative. In caso di insediamento congiunto di due giovani, la quota è di 35.000 euro a testa, con un incremento di 8.000 euro in caso di territorio montano. Per i gruppi più numerosi, fino a un massimo di cinque persone, il contributo è invece di 30.000 euro ciascuno, a cui si aggiungono 5.000 euro per la montagna. Le risorse finanziarie complessive derivano per il 40,70% dall'Unione Europea, per il 41,51% dallo Stato e per il 17,79% dalla Regione.
Le richieste del settore tra burocrazia zero e tutele per le donne
Nonostante l'ottimismo per le cifre stanziate, l'associazione di categoria evidenzia che il solo sostegno economico non basta e richiede che questa misura diventi l'inizio di un percorso strutturale e continuativo. Per garantire un'efficacia reale a lungo termine, Confagricoltura ha indicato tre pilastri fondamentali per il futuro.
Il primo riguarda la semplificazione amministrativa, necessaria per superare le lungaggini burocratiche che spesso frenano l'accesso al credito e la pianificazione degli investimenti. Il secondo punta sulla creazione di un ecosistema integrato che unisca aiuti finanziari, formazione imprenditoriale e consulenza tecnica continuativa. Infine, viene richiesta una particolare attenzione all'imprenditoria femminile, che oggi rappresenta appena il 21,4% dei giovani titolari. Una necessità, quest'ultima, parzialmente recepita dal bando attraverso specifici punteggi premiali, previsti anche per le produzioni certificate DOP, IGP e biologiche.
Secondo Allasia, l'intervento si rivela cruciale soprattutto per la salvaguardia delle aree marginali: "Il ricambio generazionale è decisivo nelle aree interne e montane, dove l’insediamento è anche un tema di tenuta del territorio e di presidio ambientale". "I punteggi aggiuntivi che valorizzano le produzioni di qualità e gli insediamenti in aree marginali vanno nella direzione giusta", ha concluso, assicurando che l'associazione vigilerà sui tempi di attuazione per garantire un rapido accesso ai fondi.



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