La Provincia di Asti ha ufficialmente attivato un nuovo e innovativo strumento di tutela ambientale e animale. Si tratta dell'Uca (unità cinofila antiveleno), un servizio istituito dall'ufficio Caccia Vigilanza venatoria per rispondere a una forte richiesta giunta dagli enti locali e da chi opera legalmente nei boschi. L'iniziativa punta a salvaguardare i cercatori di tartufi, i cacciatori e soprattutto i loro cani durante le attività all'aperto.
La necessità di un intervento strutturato nasce dall'incremento dei pericoli legati alle esche tossiche sparse da ignoti nelle radure e vicino alle aree alberate. Sul tema è intervenuto il consigliere provinciale delegato Davide Migliasso, il quale ha spiegato che "sono sempre più frequenti i casi di avvelenamento grave o mortale di cani causati dall’ingestione di esche avvelenate", aggiungendo che il fenomeno si intensifica soprattutto nelle stagioni idonee alla cavatura dei tartufi e durante le battute di caccia. Secondo il consigliere, i segugi non sempre riescono a evitare questi bocconi pericolosi, riportando spesso conseguenze fatali.
Il funzionamento del servizio prevede un protocollo di intervento rapido. A seguito di apposite segnalazioni da parte di cittadini privati o amministratori pubblici, gli agenti venatori entreranno in azione insieme a cani appositamente addestrati. Il loro compito principale sarà quello di individuare e rimuovere i bocconi avvelenati, completando la bonifica dell'area naturale interessata da ogni residuo pericoloso. Oltre alla sanificazione del territorio, il personale dell'Uca si occuperà anche di avviare le indagini necessarie per rintracciare i responsabili di questi atti illeciti.
Questo servizio operativo rappresenta una novità assoluta a livello territoriale, essendo il primo e unico esempio di questo genere in tutta la regione. Si configura quindi come una risposta concreta e mirata per garantire la piena sicurezza nelle campagne astigiane.














