L'attivista albugnanese Leonarda "Dina" Alberizia è finalmente rientrata in Piemonte. Dopo essere atterrata a Roma con un volo di linea, la sessantasettenne, insegnante in pensione, ha raggiunto l'aeroporto di Torino nella prima serata di ieri, mercoledì 25 giugno. Si chiude così, con il tanto atteso rientro in Piemonte, la complessa vicenda che l'ha vista detenuta per un mese in Libia orientale insieme ad altri nove volontari della missione internazionale Flotilla ("Sumud Global Convoy"), fermati mentre cercavano di portare aiuti umanitari a Gaza attraverso il valico di Rafah.

L'annuncio della sua liberazione era arrivato martedì da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma è nelle scorse ore che si è concretizzato il definitivo ritorno a casa. A dare conferma del ritorno alla normalità è il fratello dell'attivista, Giuseppe Alberizia, che da Foggia (la famiglia è di origine pugliese) è riuscito ad avere un primo, fugace contatto telefonico con la sorella nella notte tra martedì e mercoledì: "Ho parlato brevemente intorno alle 24, solo due parole. Dina non aveva il telefono, quindi è tornata a Torino", ha spiegato l'uomo all'agenzia di stampa ADNKronos, descrivendo un momento di profonda emozione e sollievo per tutta la famiglia.
La fine di questo incubo ha finalmente portato grande serenità soprattutto all'anziano genitore della donna: "Del ritorno a casa abbiamo informato anche nostro padre di 98 anni - ha aggiunto Giuseppe Alberizia - Ora si è rasserenato. Sapeva della detenzione".














