Fumata bianca a Roma. Un'intesa positiva è stata raggiunta nei giorni scorsi al ministero dell'Agricoltura per definire il prezzo del latte alla stalla relativo al semestre compreso tra luglio e dicembre 2026. L'accordo, tanto atteso dagli operatori del settore, traccia una progressiva crescita delle quotazioni, segnando una preziosa inversione di tendenza rispetto alla flessione dei mesi precedenti.
Entrando nel dettaglio delle cifre, il patto prevede un compenso di 48 centesimi al litro per i mesi di luglio e agosto, che salirà a 49 centesimi per il bimestre di settembre e ottobre, per poi toccare quota 50 centesimi a novembre e dicembre. Per quanto riguarda invece le produzioni che eccederanno i volumi registrati nel 2025, la gestione sarà affidata a una trattativa diretta tra i singoli produttori e le aziende acquirenti.
Il nodo dei rincari e la posizione degli allevatori
Se da un lato la concertazione offre un indispensabile punto di riferimento per il mercato in una fase storica caratterizzata da forte volatilità, dall'altro non spegne del tutto le preoccupazioni. Permane infatti lo scoglio dei costi di produzione, che in moltissime aziende agricole risultano ancora nettamente superiori ai prezzi appena fissati al tavolo ministeriale.
Ad accendere i riflettori su questo delicato equilibrio è Confagricoltura Piemonte, che analizza luci e ombre dell'accordo siglato: "La stabilità è senza dubbio un elemento positivo in questo particolare momento storico".
Tuttavia, l'associazione di categoria ribadisce un concetto cruciale per la sopravvivenza dell'intero comparto: "Resta necessario continuare a lavorare affinché agli allevatori venga riconosciuto un prezzo in grado di garantire la reale sostenibilità economica delle imprese".
Le aziende zootecniche piemontesi e nazionali sono infatti chiamate a sforzi economici sempre più gravosi per restare competitive. "I nostri produttori devono sostenere investimenti sempre più importanti sul fronte della qualità del prodotto, del fondamentale benessere animale e della necessaria sostenibilità ambientale".














