/ Attualità

Attualità | 05 luglio 2026, 17:05

Lavori sul torrente Borbore, gli ambientalisti: "Rendere pubblici studi idraulici ed ambientali"

Il progetto prevede l'asportazione di 16mila mc, per innalzare il franco di sicurezza del vicino Tanaro

Lavori sul torrente Borbore, gli ambientalisti: "Rendere pubblici studi idraulici ed ambientali"

Rendere pubblici gli studi idraulici, geomorfologici e ambientali che hanno accompagnato il progetto sul tortore Borbore: è questa la richiesta che arriva da SEquS – Sostenibilità Equità Solidarietà – Circolo di Asti, per voce di  Giuseppe Sammatrice e Patrizia Montafia.  Il progetto di ricalibratura del Borbore prevede infatti l'asportazione di circa 16.000 metri cubi di terra sedimentata. Questo materiale, invece di essere smaltito altrove o sostituito con terra di cava, viene riutilizzato a pochissima distanza per innalzare e consolidare il franco di sicurezza dell'argine del vicino Tanaro

"Sicurezza idraulica una priorità"

Una scelta tecnica che di fatto azzera l'impatto ambientale legato al trasporto su gomma. A sollevare dei dubbi è l'associazione ambientalista,  che chiarando come la "sicurezza idraulica sia una priorità", evidenzia: "i fiumi non sono canali artificiali, ma ecosistemi complessi che nel corso dei secoli hanno trovato un proprio equilibrio". "Ormai - proseguono dal Circolo - da alcuni anni denunciamo gli interventi eccessivamente invasivi che hanno trasformato molti corsi d'acqua in alvei spogli, privati della vegetazione naturale e della biodiversità. La vegetazione ripariale, quando è sana e correttamente gestita, contribuisce a consolidare le sponde, favorisce la biodiversità, migliora la qualità delle acque e svolge un'importante funzione ecologica"

"Dati pubblici"

"Anche l'asportazione dei sedimenti - continuano Sammatrice e Montafia - deve essere valutata con grande attenzione. Se effettuata senza un'approfondita analisi geomorfologica e senza un monitoraggio costante, può alterare gli equilibri del corso d'acqua, favorire fenomeni erosivi e compromettere gli habitat naturali. La moderna gestione del rischio idraulico indica una strada diversa: restituire spazio ai fiumi attraverso aree di laminazione, tutelare e ripristinare gli ambienti naturali, implementare la deimpermiabilizzazione di aree urbane ove è possibile, aumentare le aree verdi urbane, limitare le coltivazioni intensive come la pioppicoltura a ridosso degli argini e intervenire sugli alvei solo quando studi scientifici dimostrino che ciò sia realmente necessario". 

"Per questo chiediamo che siano resi pubblici gli studi idraulici, geomorfologici e ambientali che hanno accompagnato il progetto sul Borbore, insieme al piano di monitoraggio previsto durante e dopo i lavori. La sicurezza delle comunità e la tutela della natura non sono obiettivi contrapposti" concludono.

redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium