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Palio | 06 luglio 2026, 08:40

"Sono un cavaliere, cavalco senza sella": la poesia del Palio secondo Piero Fassi

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni integrali dello storico ristoratore e "uomo di Palio" astigiano su uomini, denaro e passione

Una splendida opera del compianto Antonio Guarene incentrata su fantini e cavalli - Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

Una splendida opera del compianto Antonio Guarene incentrata su fantini e cavalli - Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

A seguito della visione del Palio di Provenzano, vinto dalla Contrada dell'Aquila con Giovanni Atzeni, detto Tittia, su Diodoro (clicca qui per rileggere il nostro articolo), Piero Fassi (notissimo ristoratore e "uomo di Palio" in quanto tra gli artefici della 'rinascita' del 1967 e a lungo rettore di 3T - Tanaro, Trincere, Torrazzo) ha scritto alcune considerazioni su fantini e cavalli che danno vita alla corsa settembrina. Le riportiamo integralmente.

Sono un cavaliere, cavalco senza sella: a pelo. Corro tanti Palii, agli avversari se posso faccio il “contropelo”.

Sulla Corsa al Palio mi spiego, come meglio posso. D’accordo, il regolamento dice: vince il cavallo anche “scosso”.

Sì, ma sono io che lo conduco, io che lo alleno ed io che immensamente lo amo. Su quella pista: forte e umile ubbidisce alle briglie che io ho in mano.

Ricordo però che sopra c’è un uomo con una casacca bella colorata e fa di mestiere il fantino da Palio, con il compito di portarla in sede onorata.

Tutto diverso dalle leggi dell’Ippodromo (anche lì, come in tutto, può starci il male). E’ un mestiere: guadagnare, portare a casa la pagnotta, nel Palio tutto vale.

La forza, la potenza e la prepotenza di fronte alla “moneta”, in ginocchio si troveranno. Coniare “pepite” c’è tempo, la prossima Corsa, tra un anno.

Siamo in un certo modo uomini in vendita? No, come altri siamo di mestiere, non sempre ci conviene a stare agli affetti, alla fiducia di alcuni. In qualunque modo: solo all’“argentiere”.

Alla fin fine noto: chi ci rimane contro o a favore è la “fortuna, la sorte”, per dire. Così anche di fronte ad esse ogni “soldo” ogni “argento” fonde e va a farsi benedire!

Anche se la fiducia mi viene tristemente rotta. Ricordo che oggi è l’euro che "fa la guerra”, l’affetto e le preghiere diventano “bancarotta”.

Caro Drappo, buon lavoro, datti da fare. 

Capire sulle amministrazioni “argentiere” dei Rioni, Borghi e Comuni, avrai sempre tanto da lavorare. 

VIVA IL PALIO!

Piero Fassi

Al direttore

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