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Attualità | 08 luglio 2026, 11:59

Il commercio ambulante guarda al futuro: i vertici nazionali Ana Ugl in visita ad Asti

Il presidente Ivano Zonetti e il segretario nazionale Marrigo Rosato premiano il modello del mercato astigiano, ma lanciano l'allarme su Bolkestein e canoni

Merphefoto

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Asti si è confermata un punto di riferimento nazionale per il commercio su area pubblica. Il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Ambulanti (ANA UGL), Ivano Zonetti, e il segretario Nnazionale Marrigo Rosato hanno fatto tappa in città per un momento di confronto con i dirigenti nazionali e regionali dell'associazione. La visita è stata l'occasione per presentare l'imponente opera di riqualificazione del mercato cittadino, un progetto di cui ANA UGL Asti è stata prima promotrice e costante protagonista, e per affrontare i temi più caldi che riguardano oggi il settore, a partire dalla direttiva Bolkestein.

Nel suo intervento, Rosato ha delineato un quadro preoccupante per il comparto in Piemonte e in Italia: "La regione Piemonte purtroppo sta subendo gli effetti della crisi conseguente alla pandemia, all'esplosione delle vendite online, alla perdita del potere d'acquisto delle famiglie, agli effetti anche dell'aumento dei costi di gestione conseguenti alle guerre in corso, che ha provocato la chiusura di circa 3.000 ambulanti negli ultimi 8 anni." 

"Non chiediamo bonus, ma politiche"

Un dato che si inserisce, ha aggiunto, in un contesto nazionale in cui "abbiamo accusato la chiusura di 61.000 attività negli ultimi 8 anni". Da qui l'appello alle istituzioni: "Vogliamo mandare un invito, un accorato appello alle istituzioni a che si facciano carico a livello nazionale per l'apertura di uno stato di crisi, di un tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese del Made in Italy.

Rosato ha chiarito la natura della richiesta: "Non è tanto di sostegno, noi non chiediamo bonus, noi chiediamo politiche", a partire dallo stop ai bandi legati all'applicazione della direttiva Bolkestein, temendo che comuni ispirati dalle scelte di grandi città come Roma, Milano e Reggio Calabria possano estendere le procedure anche dove non necessario. 

Ha inoltre proposto un percorso di valorizzazione della storicità dei mercati, sul modello già avviato dalla Regione Lazio: "Quando si dice dell'identità dell'Italia, questi sono i fattori che danno sostanza all'identità della nostra nazione."

Il segretario nazionale Sergio Picone ha rincarato la dose sulla direttiva Bolkestein: "Trovo assurdo il fatto che vengono messi a bando i posteggi degli ambulanti", denunciando interessi economici che remano contro un cambiamento di rotta. Ha poi voluto ringraziare pubblicamente l'Amministrazione comunale astigiana e l'assessore Loretta Bologna per il dialogo costruttivo instaurato con l'associazione, sottolineando come dal confronto sia nato "un futuro migliore" per il mercato cittadino.

"Serve un censimento nazionale"

Antonio Tinozzi, vicepresidente vicario, ha sottolineato il buon rapporto di collaborazione con le altre sigle del settore, mentre il segretario regionale Enzo Arleri ha ricostruito la storia recente del mercato astigiano, ricordando le 50 licenze consegnate durante il trasferimento in altra sede e il successivo ritorno di 30 banchi grazie a una proposta della UGL accolta dall'Amministrazione, con l'assessore Bologna che "si è dimostrata molto propensa a questo cambiamento". Arleri ha ricordato che il mercato contava un tempo 300 banchi, oggi ridotti a circa 180:  un dato che secondo l'associazione dimostra come non sussista alcuna scarsità di risorse tale da giustificare bandi competitivi per il rinnovo delle concessioni. 

Per questo ANA UGL ha chiesto al Governo "un'azione di censimento nazionale dei posteggi", convinta che in Italia si siano resi disponibili almeno 100.000 posti, mai formalmente verificati dallo Stato dal recepimento della direttiva Bolkestein.

Un filo conduttore ha unito tutti gli interventi: la necessità di tutelare la trasmissione generazionale delle attività, minacciata da concessioni a termine che scoraggiano investimenti a lungo termine, e la difesa di un tessuto commerciale di prossimità che, secondo i relatori, resta insostituibile rispetto alla logica del commercio online.

 La visita si è conclusa con un giudizio positivo sul mercato di Asti, definito un esempio di integrazione riuscita tra bancarelle e negozi del centro storico.

Alessandro Franco

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