/ Cultura e tempo libero

Cultura e tempo libero | 18 luglio 2026, 12:23

Asti Musica, l'anima di una città in sedici notti di pura emozione [FOTO E VIDEOINTERVISTA]

L'assessore alla Cultura tira le somme del festival che ha trasformato piazza Alfieri in un palcoscenico delle meraviglie. Tra numeri, connessioni viscerali e il fermento di un'intera città, l'attesa è ora tutta per la perla finale di Morrissey

L'assessore Candelaresi e l'entusiasmo per Salmo

L'assessore Candelaresi e l'entusiasmo per Salmo

Un viaggio lungo sedici albe e altrettanti tramonti, un battito collettivo che ha ridisegnato i confini e i volumi di piazza Alfieri. Il sipario sta per calare su Asti Musica, eppure l'eco delle voci e degli sguardi resta impressa sulla pelle della città. Un'edizione coraggiosa, monumentale, capace di esplorare le sfaccettature dell'animo umano attraverso l'impeto del rock, l'eleganza dell'autore e la profondità inaspettata della parola narrata.

Ad accendere i motori, il 4 luglio, è stata l'allegria spensierata della festa Anni Ottanta, un preludio perfetto prima di affidarsi alla genialità di Enrico Brignano, mattatore per oltre due ore e mezza con una professionalità fuori dal comune. Da quel momento, il palco ha cambiato identità sera dopo sera. Si è vestito di classe assoluta per i virtuosismi vocali de Il Volo, per poi cedere alla forza straripante di Anastacia. Ed è proprio con l'artista statunitense che si è consumato un cortocircuito magnifico: una performance magnetica e vitale, impreziosita da continui cambi d'abito, che ha generato nel pubblico un irrefrenabile impulso fisico. È stato difficile resistere e rimanere composti, perché i posti a sedere sembravano improvvisamente troppo stretti per contenere la voglia di alzarsi, scatenarsi e ballare.

Oltre la musica, una connessione sincera

La manifestazione ha saputo toccare corde intime e delicate, sfiorando una magia autentica. Paolo Ruffini e la compagnia Mayor von Frinzius hanno regalato l'evento in assoluto più affollato, registrando quasi seimila sedute occupate per lo spettacolo "Din don down".

Poi è arrivato l'urto, quello sano e liberatorio, che ha fatto vibrare i sismografi emotivi. La piazza è esplosa sotto i colpi di One Republic, Litfiba e Salmo. Per la grande musica internazionale e per la storica band fiorentina la risposta ha superato le cinquemila presenze, mentre l'uragano sardo ha richiamato ragazzi da ogni angolo d'Italia, con un afflusso massiccio da Lombardia e Liguria. A confermare la portata della scossa è stato l'assessore alla Cultura, che ha ammesso: "La serata di Salmo è una serata che ricorderò per tutta la vita perché è stata qualcosa di diverso rispetto a quello che abbiamo fatto ad Asti Musica tutti questi anni".

La grandezza senza tempo si è manifestata attraverso i Pooh, pronti a sfoderare una mastodontica scaletta di 47 brani cantata a squarciagola da fan di tre generazioni diverse. Un'eredità di talento raccolta subito dopo dalla grazia di Fiorella Mannoia e dalla lucente energia di Giorgia, capace di stregare quasi tremila persone. Di quest'ultima, l'assessore ha voluto sottolineare una cifra umana inestimabile nel dietro le quinte: "Ho amato in special modo l'ironia, l'accoglienza e l'affetto che Giorgia ha riservato a questa piazza".

Il cartellone si è fatto anche veicolo di ritorni indimenticabili, celebrando la partenza del nuovo tour di Morgan e dei Bluvertigo, per poi cambiare nuovamente registro esplorando l'oscurità della cronaca nera con Stefano Nazzi. Il giornalista ha tenuto in pugno un vasto pubblico di giovani analizzando con lucidità e rispetto il dramma di Cristina Mazzotti.

I figli di un festival proiettato al futuro

Assistere al fermento di piazza Alfieri ha significato respirare un'aria quasi irreale per il capoluogo, una sensazione di vitalità che le istituzioni non nascondono di aver vissuto con trasporto. L'assessore ha infatti osservato: "Vedere Asti Musica è una città che si riempie ogni giorno di big diversi. Ti dà l'idea del festival un po' come a Sanremo". Si è trattato di una vera e propria maratona organizzativa, curata e protetta con un affetto viscerale: "Le consideri poi un po' tutte dei tuoi piccoli figlioletti queste date".

La macchina organizzativa non si ferma, guardando già alle sfide del 2027 e cullando il sogno di una grande popstar mondiale o di un travolgente evento metal internazionale. Nel frattempo l'oggi reclama la scena. La città si prepara alla terza serata gratuita con "Voglio tornare negli anni 90", naturale prosieguo dell'ottimo riscontro incassato da "Maledetta nostalgia". Martedì, la chiusura di questa meravigliosa corsa sfiderà la storia, suggellata da una certezza granitica dell'assessore: "Avere Morrissey ad Asti, l'iconico frontman degli Smiths, secondo me è davvero il fiore all'occhiello di questa programmazione".

Betty Martinelli

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium