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Attualità | 24 luglio 2026, 10:27

Ascensore guasto alla Sala Pastrone, la denuncia: inaccessibilità per disabili e mancate risposte all'appello sui diritti

Il responsabile dell'Ufficio H della Uil Asti-Cuneo solleva il caso del fermo prolungato dell'impianto. La lettera all'amministrazione e la richiesta di soluzioni alternative per l'inclusione

Ascensore guasto alla Sala Pastrone, la denuncia: inaccessibilità per disabili e mancate risposte all'appello sui diritti

L’ascensore che conduce alla Sala Pastrone del Teatro Alfieri di Asti è fuori servizio da mesi. Una situazione che impedisce alle persone con disabilità e a chiunque abbia difficoltà motorie di partecipare a spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche ed eventi culturali.

A sollevare pubblicamente il caso è Marco Castaldo, responsabile dell’Ufficio H – Disabilità e Fragilità della Uil Asti-Cuneo, che attraverso una dura nota denuncia non solo il perdurare del guasto, ma anche la mancanza di riscontri alle istanze presentate agli enti di competenza.

Secondo le informazioni raccolte dall'esponente sindacale, lo stop all'impianto sarebbe stato imposto dai vigili del fuoco poiché l'ascensore risulta privo di una linea elettrica di emergenza, necessaria per garantire l'evacuazione in sicurezza degli utenti in caso di improvviso blackout.

Di fronte a questo ostacolo, lo scorso 22 maggio Marco Castaldo spiega di aver inviato una formale comunicazione al Comune di Asti chiedendo chiarimenti su tre punti: i motivi della mancata comunicazione pubblica del fermo, i tempi previsti per l'atteso ripristino e le ragioni per cui non sia stato predisposto lo spostamento temporaneo degli eventi in una sede cittadina realmente accessibile.

La richiesta di alternative e il nodo delle comunicazioni

A oltre due mesi di distanza dall'invio della missiva, il riscontro dagli uffici dell'amministrazione non sarebbe ancora arrivato. Un aspetto che l'autore della lettera ritiene particolarmente grave, sottolineando come si tratti di una problematica che investe in pieno i diritti civili basilari.

L'esponente della Uil ha infatti commentato nella sua nota: "Quando si parla di diritti fondamentali, il silenzio delle istituzioni non dovrebbe mai essere una risposta".

Pur comprendendo che gli adeguamenti tecnici sulla struttura della Sala Pastrone possano richiedere investimenti economici e tempi significativi, nella lettera si evidenzia come si sarebbero potute adottare tempestivamente delle strategie temporanee. Tra le proposte formulate figurano la stipula di una convenzione con una sala privata accessibile o il trasferimento degli appuntamenti in altre strutture pubbliche prive di barriere architettoniche.

Questa chiusura prolungata, secondo la visione di Castaldo, si inserisce in un quadro più ampio in cui numerose proposte per migliorare l'accessibilità cittadina sarebbero rimaste inascoltate.

Il progetto per la vita indipendente

Il tema del diritto all'inclusione culturale si intreccia con quello dell'autonomia personale. Facendo riferimento a un recente intervento social dell'assessore Eleonora Zollo, titolare tra le altre della delega ai Servizi sociali, in merito alla difficoltà di reperire assistenti qualificati, Marco Castaldo ha colto l'occasione per rilanciare un piano d'azione presentato già tre anni fa.

In merito alle riflessioni dell'esponente della giunta, il responsabile dell'Ufficio H ha precisato: "È un tema importante. Ma oltre alla sensibilità servono strumenti concreti. Esistono già esperienze virtuose in altre realtà italiane dalle quali prendere esempio".

Il riferimento è alla proposta di creare un team cittadino dedicato alla Vita indipendente, un progetto basato su interventi pratici. Tra i punti cardine figurano la formazione degli assistenti personali, una banca dati per incrociare domanda e offerta, l'implementazione della domotica sociale e una piattaforma per la ricerca di abitazioni accessibili.

A queste misure si affianca la richiesta di controlli sull'accessibilità degli edifici pubblici e commerciali, accompagnati da una progettazione urbana pensata fin dall'origine secondo i principi dell'accessibilità universale.

Spazi pubblici senza ostacoli

Le istanze portate avanti nella denuncia mirano a ribadire un concetto essenziale: rendere una città più accessibile significa migliorarla per tutti, dalle famiglie con passeggini agli anziani, fino ai cittadini con limitazioni temporanee.

A conclusione del suo intervento, Marco Castaldo ha sintetizzato con chiarezza il senso del suo appello: "Le persone con disabilità non chiedono privilegi. Chiedono di poter esercitare gli stessi diritti degli altri, compreso quello di partecipare alla vita culturale della propria città".

L'interrogativo finale posto dalla lettera resta dunque aperto: "Fino a quando l'ingresso alla Sala Pastrone rappresenterà un ostacolo insormontabile?"

Betty Martinelli

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