Prenderà il via già dalla prossima settimana, nelle aree più precoci del Piemonte, la raccolta delle nocciole, segnando un anticipo di circa sette giorni rispetto alla scorsa stagione.
Un avvio accelerato per la campagna corilicola, maturato al termine di un percorso travagliato: Se le prospettive di primavera avevano fatto ben sperare, i mesi estivi hanno progressivamente ridimensionato le attese dei produttori.
Il caldo eccezionale, la costante carenza d'acqua, le grandinate a macchia di leopardo e la presenza della cimice hanno infatti provocato vistosi fenomeni di cascola e diffusi stati di stress vegetativo nelle piante.
Stando alle analisi dei tecnici di Confagricoltura Piemonte, i volumi complessivi si preannunciano comunque migliori rispetto al difficile 2025, pur rimanendo ben al di sotto delle stime formulate a fine maggio. A tracciare il quadro della situazione è il presidente dell'associazione regionale, Enrico Allasia: "La corilicoltura piemontese affronta un'altra annata complessa. Le aziende hanno lavorato con grande professionalità per contenere gli effetti di un meteo molto particolare, ma il caldo e la carenza d'acqua hanno inevitabilmente inciso sulla produzione. È l'ennesima dimostrazione di quanto il cambiamento climatico stia mettendo alla prova le nostre imprese, chiamate a sostenere costi sempre più elevati per continuare a produrre qualità".
Un patrimonio collinare che attende la risposta del mercato
Il peso del comparto nell'economia locale resta primario. La regione si conferma una delle colonne portanti della corilicoltura nazionale con circa ventisettemila ettari coltivati a nocciolo, concentrati in prevalenza nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Una filiera strategica per il bilancio di migliaia di aziende agricole e per la tenuta stessa del tessuto socio-economico delle aree collinari.
Con l'inizio delle operazioni di vendita ormai alle porte, da Confagricoltura arriva quindi un appello accorato verso il mercato, affinché le quotazioni tengano conto dei sacrifici sostenuti e dell'impennata delle spese di gestione.
Conclude Enrico Allasia: "Le quotazioni saranno decisive per il futuro del comparto, in quanto le rese saranno inferiori alle attese e i costi di produzione continuano a crescere. Prezzi adeguati sono indispensabili per garantire reddito alle aziende, favorire il rinnovo dei noccioleti e mantenere competitivo un comparto che rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale per il Piemonte. La qualità della nocciola piemontese rappresenta un punto di forza che il mercato deve riconoscere e valorizzare".














