Conservare un giardino monumentale significa trattare un'opera d'arte viva. Tra interventi sulle alberature, gestione delle siepi secolari e manutenzione delle vasche d'acqua, la botanica storica richiede un mix equilibrato di conoscenze scientifiche e manualità d'eccellenza. Attraverso il canale multimediale istituzionale della Regione Piemonte, il progetto "Racconti PNRR – Storie da un territorio in continua evoluzione" offre un resoconto visivo di questo impegno, mostrando gli interventi resi possibili dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che in ambito regionale ha registrato il raggiungimento del 100% degli obiettivi con 2419 cantieri e 1,78 miliardi di euro impiegati.
Uno dei pilastri dell'iniziativa, sostenuto con un investimento di 721 mila euro della missione 1 (componente 3), riguarda la tutela e la valorizzazione dei parchi storici piemontesi.
La misura si sviluppa su due direttrici principali. La prima è una dettagliata opera di studio e mappatura costata 120 mila euro: grazie alla cooperazione con gli atenei universitari, sono stati censiti 400 siti d'interesse con schede tecniche georeferenziate. Questo database conoscitivo rappresenta la base per la pianificazione turistica dei prossimi anni. Un ruolo di spicco in questa rete è ricoperto dall'Abbazia di Vezzolano – Giardino del Chiostro, situata ad Albugnano nell'Astigiano, affiancata da altri luoghi simbolo della regione come il Castello di Miasino, il complesso del Castello di Racconigi, il Giardino di Villa della Regina a Torino, il Sacro Monte di Varallo, Villa Schneider a Biella, il Parco del Castello di Marengo e Villa San Remigio a Verbania.
La seconda direttrice punta direttamente all'occupazione e alla crescita professionale. Con oltre 600 mila euro provenienti dalle risorse europee, il settore della Formazione Professionale della Regione Piemonte ha finanziato 8 percorsi formativi specializzati realizzati dalle agenzie accreditate. Il percorso ha portato al diploma 111 giardinieri d'arte, i quali hanno svolto centinaia di ore di tirocinio pratico affiancati da tecnici e maestri del settore nei parchi più famosi della regione.
"Valorizzare la professione dei giardinieri d'arte significa investire nella tutela di un patrimonio unico, trasformandolo in opportunità di sviluppo, occupazione qualificata e competenze altamente specialistiche", sottolineano il presidente regionale Alberto Cirio e l'assessore alla Formazione Daniela Cameroni. "Per una Regione che ha scelto l'eccellenza come motore della propria crescita, formare professionalità dedicate anche alla cura della botanica storica significa fare del patrimonio culturale e paesaggistico una leva concreta per costruire il futuro. Le Residenze Reali e, più in generale, il patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Piemonte rappresentano infatti uno straordinario fattore di attrazione turistica, capace di generare valore, occupazione e ricadute economiche lungo un'intera filiera della quale i giardinieri d'arte sono protagonisti. I giardini storici sono un patrimonio identitario della nostra Regione, e lo sono anche le donne e gli uomini che, con competenza e passione, se ne prendono cura ogni giorno", ribadiscono.
"La scelta del linguaggio visivo ci consente di mostrare alla cittadinanza le azioni concrete delle istituzioni, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro svolto tra rilievi tecnici e momenti di apprendimento quotidiano", hanno aggiunto. "Il progetto dimostra l'efficacia di un intervento strategico: da un lato mappare e valorizzare con un rigore scientifico senza precedenti l'immenso patrimonio verde regionale, dall'altro investire sui giovani e sulle competenze, creando nuove opportunità di lavoro qualificato con la figura del giardiniere d'arte. Diamo risalto al talento delle persone e al costante impegno dedicato a custodire le ricchezze culturali del Piemonte", concludono il presidente e l'assessore.














