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Politica | 26 agosto 2026, 08:15

Diritti civili, i giovani di Futuro Nazionale rispondono ad Asti Pride

I referenti Federico Balsamo e Mattia Franco intervengono dopo le recenti polemiche sul programma del movimento

Federico Balsamo e Mattia Franco

Federico Balsamo e Mattia Franco

Il confronto politico e culturale nell'Astigiano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la dura presa di posizione diffusa da Asti Pride contro i punti programmatici del movimento guidato da Roberto Vannacci, e la successiva replica del comitato Asti 109, a intervenire sono ora i rappresentanti delle sezioni giovanili.

A prendere la parola con una lettera aperta sono Federico Balsamo e Mattia Franco, referenti del Comitato Costituente Ferrere 422 di Futuro Nazionale, indicato come una delle prime realtà giovanili nate a livello nazionale all'interno dell'organizzazione. I due giovani esponenti respingono al mittente le critiche sollevate dal direttivo del Pride, rivendicando piena agibilità politica e autonomia di pensiero.

"Di fronte al recente attacco firmato da Asti Pride", spiegano i firmatari nel loro intervento, "non abbiamo alcuna intenzione di farci fare la lezioncina di democrazia e libertà da chi pensa di avere l'esclusiva sul futuro dei giovani. Respingiamo con forza la solita narrazione vittimistica e intimidatoria che vorrebbe dipingere la nostra visione come una minaccia".

Al centro della riflessione del comitato giovanile c'è la definizione delle reali priorità delle nuove generazioni sul territorio. Secondo i due referenti, l'attenzione dovrebbe concentrarsi su questioni concrete legate alla quotidianità dei giovani astigiani, piuttosto che su quello che definiscono uno scontro ideologico. "Le priorità dei giovani astigiani non sono le battaglie di facciata, ma il diritto al lavoro, la sicurezza quotidiana nelle nostre piazze e la tutela delle radici culturali dei nostri territori. Costruire spauracchi serve solo a scappare da un confronto di merito", sottolineano i referenti.

La nota entra quindi nel vivo della polemica sui valori e sulle questioni etiche, ribadendo come concetti quali rispetto e dignità debbano essere declinati in un quadro di pluralismo e salvaguardia della famiglia: "Come ragazzi impegnati in prima persona sul territorio, affermiamo con chiarezza che i concetti di libertà, dignità e rispetto non sono e non saranno mai proprietà esclusiva di una sigla o di una piazza politicizzata. Ciò che noi contestiamo con decisione è la pretesa di imporre un'unica agenda culturale, mascherando da conquiste sociali scelte che spesso calpestano la centralità della famiglia e la necessaria tutela dei minori".

Sul fronte dei percorsi formativi e della crescita, il comitato richiama la necessità di equilibrio e garanzie costituzionali, invitando a evitare forzature educative: "Sui temi educativi e sulla crescita delle nuove generazioni servono prudenza, buon senso e rispetto delle garanzie costituzionali, non l'indottrinamento o la propaganda a senso unico".

La lettera si conclude con la rivendicazione di un impegno attivo sul territorio a favore di chi non si riconosce nella visione promossa dalle associazioni progressiste: "Siamo la dimostrazione che esiste una gioventù che non si piega al pensiero unico e che rifiuta le etichette sbrigative di chi cerca lo scontro mediatico. Il tempo del monopolio ideologico è terminato: continueremo a lavorare a testa alta per dare voce ai tanti giovani che credono in un'Italia libera, plurale e orgogliosa delle proprie radici".

Redazione


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