Il crollo di una parte del cornicione di uno stabile in via Fenoglio non può essere considerato soltanto come un episodio da affrontare con un intervento d’emergenza. È un fatto che richiama una questione più ampia: come sottolinea Ambiente Asti, “la manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica deve essere programmata, costante e preventiva”.
L’associazione, nella propria attività sul territorio, ha raccolto numerosi disagi e problematiche segnalati dai residenti degli stabili ATC, portando in diverse occasioni queste situazioni all’attenzione delle istituzioni. Si tratta di problemi che riguardano la manutenzione degli edifici, delle parti comuni e, più in generale, la qualità e la sicurezza dell’abitare.
Per questo motivo, secondo Ambiente Asti, è necessario andare oltre la logica dell’intervento dopo l’emergenza. “Il caso di via Fenoglio deve diventare l’occasione per un monitoraggio complessivo degli stabili ATC presenti ad Asti”, verificando le condizioni di cornicioni, facciate, balconi, coperture e parti comuni e individuando le situazioni che necessitano di interventi prioritari.
La sicurezza degli edifici non può dipendere dal verificarsi di un distacco o dalle continue segnalazioni dei cittadini. “Serve una vera politica di manutenzione programmata e prevenzione, con controlli periodici e un piano degli interventi basato sulle effettive condizioni degli immobili”, afferma l’associazione.
Da qui la richiesta rivolta al Comune e ad ATC di fare il punto sullo stato del patrimonio edilizio presente in città e di rendere noti i controlli effettuati, le criticità individuate e gli interventi programmati. Le segnalazioni dei cittadini, sottolinea Ambiente Asti, non devono rimanere episodi isolati, ma devono diventare patrimonio di conoscenza per costruire una manutenzione più efficace.
Gli stabili ATC rappresentano la casa di migliaia di persone. “Garantirne sicurezza, dignità e buona manutenzione significa tutelare prima di tutto chi quelle case le abita”, ricorda l’associazione, che conclude con un appello chiaro: “Il crollo di via Fenoglio deve essere un campanello d’allarme. Non aspettiamo il prossimo crollo per intervenire”.
"La vita vale molto di più del risparmio"
Per Piero Vercelli, il tema non riguarda soltanto la manutenzione degli immobili, ma soprattutto la sicurezza delle persone che li abitano. "In questo caso c'era anche un problema di incolumità", osserva.
L'ex assessore allarga quindi la riflessione alle politiche sociali e all'attenzione verso le fasce più fragili della popolazione. "L'attenzione verso tutto quello che è legato alle questioni sociali, alla povertà, in questo caso alle questioni del carico popolare, c'è sempre meno attenzione" E aggiunge: "Non è che si può basare tutto su una questione economica di risparmio. La vita vale molto di più che una questione economica". Vercelli racconta inoltre di aver raccolto direttamente la testimonianza di un residente, secondo il quale poco tempo fa sarebbe stato effettuato un sopralluogo durante il quale era stata evidenziata la necessità di intervenire. "
Gli hanno risposto che non c'erano soldi. Adesso però cade e si rischia di fare il morto, e si cintura tutto". Da qui una critica anche al modo in cui, secondo Vercelli, vengono gestite le emergenze e comunicate le iniziative. "Spesso si fanno degli annunci sui giornali, tanto per apparire, ma poi dietro non c'è niente. Bisognerebbe apparire meno sui giornali e fare più cose, questo è l'esempio".


















