Un bilancio dai due volti quello tracciato da Davide Migliasso, sindaco di San Damiano d’Asti, all’indomani del Palio di Asti 2026, corso ieri in piazza Alfieri. Da una parte la soddisfazione per una settimana di appuntamenti che ha visto una forte partecipazione della comunità sandamianese; dall’altra l’amarezza per il risultato della corsa e, soprattutto, per alcune modalità di gestione della competizione che, secondo il primo cittadino, rendono necessario un cambiamento.
“Il bilancio è positivo per quanto riguarda i festeggiamenti sandamianesi”, spiega Migliasso. La novità di quest’anno è stata la scelta di unire gli appuntamenti della Pro Loco con quelli del Comitato Palio, dando vita a una settimana di iniziative condivise.
“Si è fatta una settimana di festeggiamenti con questo binomio che ha avuto un grande riscontro favorevole. È anche un bel segnale di sinergia tra associazioni”.
Positivo anche il bilancio delle diverse iniziative legate al Palio, dalle rappresentazioni del corteo storico, sia per i bambini sia per gli adulti, fino alla partecipazione al mercatino del Palio, dove San Damiano ha presentato anche quest’anno la propria bancarella nel rispetto del regolamento.
Grande partecipazione, secondo il sindaco, anche agli appuntamenti della settimana: dalla Serata Rosso-Blu alla cena propiziatoria, fino alla giornata di ieri, con la cerimonia della benedizione del cavallo e del fantino, la messa del Palio e gli altri momenti che hanno accompagnato la giornata della corsa.
La corsa: “Una stagione complicata già dall’inizio”
Il giudizio cambia quando Migliasso passa ad analizzare la corsa.
“Sicuramente il bilancio è negativo per quanto riguarda la corsa del Palio”, ammette il sindaco, che parla anche da storico appassionato della manifestazione. Migliasso segue infatti il Palio dal 1997 e considera il 2026 una delle annate più complicate mai affrontate sotto il profilo della preparazione.
Le difficoltà, spiega, non sono state legate tanto alla scelta del fantino, che già nella passata edizione aveva ottenuto un ottimo risultato portando San Damiano al secondo posto, quanto soprattutto alla selezione dei cavalli.
“Le criticità quest’anno si sono riscontrate fondamentalmente nell’individuazione della terna dei cavalli, che purtroppo è stata un’annata molto difficile non soltanto per noi, ma anche per altri borghi e Comuni del Palio”.
Una situazione che, secondo Migliasso, ha finito per condizionare una stagione nella quale San Damiano aveva comunque l’ambizione di presentarsi preparato alla competizione.
“Faccio Palio dal ’97 e penso che questa sia stata l’annata più complicata che ricordi proprio nell’attività di selezione e individuazione dei cavalli. Sono una serie di fatti che si sono concatenati e che non hanno sicuramente portato al raggiungimento dell’obiettivo che avevamo”.
“Il Palio deve cambiare alcuni aspetti”
Ma per il sindaco il discorso non riguarda soltanto San Damiano. Migliasso, anche nella sua veste di amministratore e di vicepresidente della Provincia, ritiene che il Palio debba aprire una riflessione più ampia sulla propria organizzazione.
“Il Palio deve assolutamente prendere delle decisioni in termini di cambiamento di alcuni aspetti”, sostiene.
Nel mirino finiscono innanzitutto le modalità di gestione delle mosse.
Secondo Migliasso, la prima batteria avrebbe richiesto un tempo eccessivo, a causa delle numerose partenze false, arrivando a circa otto-nove tentativi, con la conseguenza che le batterie successive sarebbero state gestite in maniera più rapida per rispettare i tempi della diretta televisiva e della finale, oltre che per evitare di arrivare troppo tardi con la luce naturale.
“Se una prima batteria ci mette un’ora a essere data e le altre due, perché il tempo avanza, dobbiamo farle frettolosamente, non va bene”, afferma.
Il sindaco contesta in particolare la validità di una partenza nella batteria di San Damiano, sostenendo che il cavallo del borgo fosse girato al momento della mossa.
“È stata data valida una partenza con il nostro cavallo girato quando il regolamento prevede che i cavalli devono essere tutti allineati dritti alla partenza perché la mossa sia valida”.
“Il mossiere deve essere cambiato”
Una presa di posizione netta arriva anche sul ruolo del mossiere.
“Il mossiere è da cambiare, dal mio punto di vista, assolutamente”, sostiene Migliasso, che propone anche di rivedere il sistema attraverso il quale viene individuato.
Secondo il sindaco, il mossiere dovrebbe tornare a essere votato dal Collegio dei Rettori, come avveniva in passato, e non essere nominato direttamente dal sindaco.
Una proposta che, nelle intenzioni di Migliasso, dovrebbe contribuire a garantire maggiore equilibrio e condivisione nella gestione di uno dei momenti più delicati dell’intera manifestazione.
La commissione veterinaria
Un secondo tema riguarda la commissione veterinaria, la cui composizione, secondo Migliasso, dovrebbe essere periodicamente rinnovata.
“Sono tantissimi anni che c’è questa attuale composizione della commissione veterinaria. Ritengo che dopo tantissimi anni sia giusto che venga anche cambiata”.
Il sindaco sottolinea come, dal momento in cui ha iniziato a seguire il Palio, la composizione della commissione sia rimasta sostanzialmente invariata, salvo alcuni pensionamenti.
L’obiettivo, spiega, sarebbe evitare che nel tempo possano crearsi meccanismi non più percepiti come pienamente equilibrati dai partecipanti.
Un tempo per ogni batteria
Tra le proposte avanzate da Migliasso c’è infine quella di stabilire un limite temporale per la gestione della mossa di ciascuna batteria.
L’idea è impedire che i tempi di una batteria finiscano per condizionare quelle successive.
“Bisogna anche cercare di capire come gestire queste mosse, nel senso di prevedere per ogni singola batteria un certo numero, un lasso di tempo entro cui questa mossa può essere data”.
Il ragionamento parte proprio da quanto accaduto ieri: una prima batteria particolarmente lunga avrebbe finito per comprimere i tempi delle successive.
Per Migliasso il tema centrale è preservare lo spirito competitivo del Palio, evitando che elementi organizzativi possano incidere in maniera eccessiva sul lavoro svolto durante tutto l’anno da borghi e Comuni.
“Non si può penalizzare un anno di lavoro”
È questo, in definitiva, il punto centrale della riflessione del sindaco di San Damiano.
“Questa manifestazione non deve andare ogni anno, per un motivo o per l’altro, o per il mossiere o per le commissioni veterinarie o per una non capacità di gestione della manifestazione, a penalizzare alcuni borghi o Comuni che durante l’anno investono tanti soldi e tante energie”.
Dietro la corsa del Palio, ricorda Migliasso, c’è infatti un lavoro che dura mesi e coinvolge volontari, associazioni, comitati e appassionati, spesso senza alcun ritorno economico.
“A volte il risultato un po’ deludente può in qualche modo anche disincentivare a continuare invece a darsi da fare volontariamente, gratuitamente, per sostenere questa manifestazione”.














