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Politica | 10 settembre 2026, 19:38

Scontro sulle interpellanze ritirate, l'opposizione fa quadrato: "È il sindaco a fuggire dalla città"

Maria Ferlisi (Pd) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) replicano alle accuse di Debora Biglia. Al centro del dibattito il doppio ruolo di Maurizio Rasero e le assenze in consiglio comunale

Lo scorso Consiglio comunale

Lo scorso Consiglio comunale

 Non si fa attendere la replica dell'opposizione alle dichiarazioni della capogruppo di Forza Italia, Debora Biglia, che aveva accusato la minoranza di disinteresse verso i problemi di Asti in seguito al ritiro di diverse interpellanze nell'ultima seduta del consiglio comunale. A stretto giro, Maria Ferlisi (Pd) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) respingono le accuse al mittente, puntando il dito contro l'assenza del sindaco Maurizio Rasero.

Maria Ferlisi: la città in ostaggio delle ambizioni personali

La capogruppo del Partito Democratico non usa mezzi termini e ribalta la narrazione della maggioranza, difendendo il lavoro svolto dalla minoranza.

"Cara collega Biglia, l’unico a fuggire dai problemi degli astigiani è il sindaco Rasero. La maggioranza non stravolga la realtà", esordisce Maria Ferlisi.

La consigliera sottolinea l'impegno dell'opposizione, che ha studiato a fondo il Dup 2027-2029 portando analisi in aula "nel totale silenzio di una maggioranza che non ha speso una parola sul futuro di Asti".

Sulla controversa scelta di ritirare i documenti, la posizione è netta: "Se abbiamo scelto di ritirare momentaneamente le interrogazioni per discutere l’interpellanza numero 82 sul doppio ruolo e il palese conflitto di interessi del sindaco, è perché le risposte vanno pretese dal primo cittadino".

Ferlisi ricorda poi l'abbandono dell'aula da parte di Rasero per due sere consecutive, definendolo una mancanza di rispetto verso i cittadini, il consiglio e gli uffici comunali. "Il lavoro svolto dagli uffici non andrà perduto, ripresenteremo ogni singola istanza per tutelare i quartieri di Asti. Ma la città non può restare in ostaggio delle ambizioni personali di chi governa".

L'esponente dem conclude con un monito: "Continueremo a fare opposizione seria, ma non permetteremo che il palazzo continui a fingere che il caso politico Rasero non esista e chi lo fa ne è corresponsabile. Asti ha diritto a un sindaco a tempo pieno".

I numeri reali e la questione politica secondo Mario Malandrone

Anche il consigliere di Ambiente Asti interviene per precisare i contorni della vicenda, partendo proprio dai dati citati da Debora Biglia per smontare le cifre dell'accusa.

"Le interpellanze ritirate erano 16, non 48", precisa Mario Malandrone. "Due erano state ritirate perché ormai superate dagli eventi, mentre da parte del mio gruppo altre tre sono state ritirate per una scelta strategica, aggiornate e ripresentate il giorno successivo, con l'aggiunta di una quarta".

Il consigliere rilancia poi sul vero fulcro della protesta politica. "Il tema delle scelte del sindaco rende la città senza chi è stato scelto come primo cittadino, non è un tema secondario, è prioritario".

Malandrone evidenzia il paradosso delle accuse mosse da Forza Italia in merito al disinteresse per i problemi locali. "Ci viene rimproverato di aver messo in secondo piano i problemi della città. Ma chi ha messo in secondo piano il proprio mandato istituzionale? Chi ha scelto di ritirarsi progressivamente dal proprio ruolo di presidente della Provincia? E chi oggi, da sindaco, risulta di fatto assente dal confronto politico e amministrativo in giunta e in consiglio comunale?".

Il nodo centrale, secondo Ambiente Asti, resta l'incompatibilità pratica del doppio ruolo e l'impatto sulle pratiche che arrivano in votazione.

Infine, arriva una stoccata diretta all'esponente azzurra e un richiamo alle dinamiche del buon governo: "Trovo singolare che la capogruppo Biglia invochi oggi il rispetto per il lavoro del consiglio quando, in questi anni, non ha mai presentato un'interpellanza e solo raramente è intervenuta nel dibattito consiliare. Aggiungo che le interpellanze sono pubbliche e finiscono sugli organi di stampa. Gli assessori bravi non le discutono solo in aula, ma le affrontano prima".

Redazione


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