Il confronto politico nel consiglio comunale di Asti torna al centro del dibattito cittadino dopo una seduta segnata da una forte polemica sui numeri e sulle priorità delle opposizioni. Al centro della presa di posizione c'è Debora Biglia, capogruppo di Forza Italia, che ha espresso un forte sconcerto per come è stata gestita la sessione dedicata alle cinquantasei interpellanze presentate sui problemi della città.

Il nodo delle interpellanze ritirate
La seduta era stata concordata appositamente per permettere all'assemblea di affrontare una mole imponente di questioni di interesse collettivo, gran parte delle quali arrivate dai banchi della minoranza. Tuttavia, a sorpresa, le minoranze hanno deciso di ritirarne quarantotto per discuterne una sola. Una scelta che ha lasciato l'amaro in bocca alla maggioranza.
Come sottolineato con fermezza da Debora Biglia, l'episodio solleva interrogativi profondi sulla reale natura del confronto politico in aula: "Considero difficilmente comprensibile che interpellanze presentate come importanti e necessarie per affrontare questioni che riguardano direttamente gli astigiani possano essere ritirate tutte insieme per riportare, ancora una volta, il dibattito quasi esclusivamente sulla richiesta di dimissioni del sindaco Maurizio Rasero".
Rispetto per gli uffici e i cittadini
Nel suo intervento, la capogruppo azzurra ha voluto porre l'accento anche sul lavoro preparatorio svolto dagli uffici comunali e dagli assessori, impegnati nelle scorse settimane a redigere risposte dettagliate e puntuali ai quesiti posti dalle minoranze. Un impegno che, secondo la visione di Forza Italia, sarebbe stato vanificato da un cambio improvviso di strategia politica.
"Trovo questa scelta irrispettosa, innanzitutto, nei confronti dei dipendenti e degli uffici comunali e degli assessori che nelle scorse settimane hanno lavorato per predisporre risposte puntuali e approfondite alle interpellanze presentate", ha evidenziato Debora Biglia, aggiungendo un passaggio chiave sul valore del mandato amministrativo: "Non si possono utilizzare i problemi dei cittadini quando servono ad alimentare il dibattito politico e poi accantonarli quando cambia la priorità politica. Se si pongono domande in nome degli astigiani, credo si abbia anche il dovere di arrivare fino in fondo e ascoltare le risposte".
La linea tracciata dal gruppo consiliare guarda dritta al futuro amministrativo della città, rivendicando la necessità di mantenere il focus sui servizi e sulle esigenze reali della comunità, senza trasformare l'aula in un terreno di scontro permanente fine a se stesso.














