In occasione del primo giorno di scuola, l'ex dirigente scolastico Franco Calcagno propone una lucida e critica analisi sulle tante novità annunciate per il nuovo anno. Un pacchetto di riforme che spazia dall'Intelligenza artificiale al divieto degli smartphone, dal pugno duro sul voto in condotta al ritorno della separazione tra Storia e Geografia.
Ma si tratta di vera innovazione? L'ex dirigente non nasconde i suoi dubbi: "C’è un rituale stancante che si ripete puntuale ad ogni avvio di anno scolastico o ad ogni cambio di guardia al ministero: la presentazione del nuovo pacchetto di rivoluzioni".
La riflessione si concentra sullo scarto tra gli annunci e la realtà quotidiana di chi vive le aule ogni mattina, ponendo una questione centrale: "Stiamo assistendo a un reale cambiamento o si tratta dell'ennesima operazione di cosmesi burocratica, in cui si cambiano i nomi ai problemi per far credere di averli risolti?".
Il paradosso del digitale e l'illusione dei divieti
Una delle questioni nevralgiche riguarda l'introduzione delle nuove tecnologie. Franco Calcagno definisce la narrazione sull'Intelligenza artificiale come una scorciatoia ideologica, ricordando un aneddoto molto pratico: "Mi è capitato di entrare o far entrare in classe con la lezione sulla digitalizzazione pronta, per poi perdere venti minuti a cercare di rianimare un computer di cattedra obsoleto e lento".
La soluzione, secondo l'esperto, non risiede nei proclami: "La vera innovazione non è mettere un algoritmo in un programma di studi, ma mettere un insegnante nelle condizioni strutturali e formative di guidare gli studenti a un uso critico di quel mezzo".
Lo stesso approccio critico viene riservato alla reintroduzione dei divieti. Proibire l'uso dei telefoni in classe o inasprire il voto in condotta rischia di essere un semplice palliativo. "Un divieto o una sanzione regolano un comportamento sul momento, ma non formano la testa di un ragazzo", sottolinea l'autore, ricordando che l'autorevolezza e la disciplina si costruiscono lavorando sul campo, riconoscendo i ragazzi e costruendo una vera alleanza con le famiglie.
Burocrazia contro relazioni umane
Non mancano le considerazioni sulla didattica, come il ritorno della separazione tra Storia e Geografia, definito semplicemente un modo per "correggere i propri errori del passato" dopo il fallimento della cosiddetta geostoria. Senza un aumento delle ore a disposizione, la sostanza per gli studenti rimane di fatto invariata.
Sul fronte dell'inclusione e del supporto psicologico, la critica si fa ancora più incisiva, denunciando un sistema ormai schiacciato da acronimi, piattaforme di monitoraggio e protocolli formali. "Il punto drammatico è che oggi la quantità di adempimenti amministrativi cresce molto più velocemente della qualità delle relazioni umane".














