Gianni Nuti, astigiano di nascita e aostano di adozione, docente di didattica dell’integrazione ed educazione musicale all’Università della Valle d’Aosta, e di pedagogia sociale all’Istituto Universitario Salesiano di Torino, presidente del Conservatorio della Valle d’Aosta e già sindaco di Aosta, martedì sera è stato ospite della serata conviviale del Rotary Club Asti, tenutasi al ristorante Ca’ Vittoria di Tigliole, nel corso della quale ha tenuto una conferenza dedicata alle nuove generazioni dal titolo “Criticità educative dei giovani”.
L’incertezza e l’autoisolamento
Nuti è partito dalla considerazione che tra i giovani d’oggi è dominante l’incertezza. "Quando ero giovane io – ha detto – i ragazzi erano protagonisti della contestazione e delle battaglie politiche sui diversi fronti, mentre ora tendono all’implosione e all’autoisolamento".
Connessi ma non in relazione
"É vero – ha proseguito il relatore – che oggi i giovani sono tutti connessi, ma la connessione non è sinonimo di relazioni sociali e la mancanza di tali relazioni costituisce un oggettivo impoverimento". Nuti ha ricordato in proposito la celebre canzone di Giorgio Gaber secondo cui "l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé"; "mentre noi oggi – ha sottolineato – se viviamo sui social, come capita a troppi ragazzi e ragazze, non sentiamo più l’odore degli altri".
La solitudine e i social
Ciò non vuol dire – ha rimarcato il docente – che per la formazione di un giovane non sia necessaria anche la solitudine, ma oggi i ragazzi cercano di aggirarla condannandosi all’isolamento dei social, che non ha nulla di benefico.
L’ottimismo e il ruolo degli adulti
Nuti si è detto tuttavia ottimista sul futuro delle nuove generazioni, ma a patto che gli adulti sappiano parlare loro e "insegnargli la magia della vita" anziché abbandonarli a loro stessi; "l’educazione ha la possibilità di cambiare in meglio il destino di tutti – ha concluso il relatore – purché venga svolta davvero, non solo dalla scuola ma innanzitutto dalla famiglia".
Al termine della serata, dopo svariate domande rivolte al docente dai numerosi presenti, il presidente del Rotary, Franco Calcagno, ha omaggiato il relatore con il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano.










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