Le vicende che nelle ultime settimane hanno interessato i vertici di Banca di Asti non devono distogliere l’attenzione da quello che, per la Fisac Cgil Piemonte, resta il tema centrale: il futuro dell’istituto, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori e, soprattutto, del modello di presenza sul territorio che la banca rappresenta.
A intervenire è Cinzia Borgia, segretaria generale della Fisac Cgil Piemonte, che sottolinea il ruolo strategico di Banca di Asti non soltanto per l’Astigiano, ma per l’intera regione e per i territori nei quali l’istituto è presente.
In un sistema bancario profondamente cambiato da fusioni e concentrazioni, secondo il sindacato Banca di Asti rappresenta un modello sempre più raro: una realtà fortemente radicata, capace di mantenere una relazione diretta con famiglie e imprese e una conoscenza concreta del tessuto economico e sociale delle comunità servite.
“È un patrimonio che deve essere preservato”, sottolinea Borgia.
I numeri della banca
La Fisac Cgil parte dai dati diffusi dalla stessa Banca di Asti. Al 30 giugno 2026 l’istituto ha comunicato un utile netto di 34,1 milioni di euro, un ROE del 6,83%, un Cost/Income del 60,24%, un CET1 ratio del 19,5% e un Total Capital Ratio del 23,7%.
Numeri che, secondo il sindacato, descrivono una banca redditizia e fortemente patrimonializzata.
“Siamo consapevoli che un’impresa bancaria debba misurarsi con il mercato, con l’efficienza e con la capacità di competere con istituti comparabili – spiega Borgia – ma la ricerca di una maggiore redditività non può diventare l’unico parametro attraverso il quale determinare le scelte industriali e organizzative”.
In Piemonte persi 288 sportelli
La questione viene inserita dalla Fisac in un quadro più ampio, quello della progressiva riduzione della presenza fisica delle banche sul territorio.
Secondo i dati elaborati dall’organizzazione sindacale sulla base degli Albi ed Elenchi di Vigilanza della Banca d’Italia, tra giugno 2021 e giugno 2026 il Piemonte ha perso 288 sportelli bancari, passando da 1.808 a 1.520, con una diminuzione del 15,9%.
Oggi sono 779 i Comuni piemontesi, pari al 66% del totale, privi di uno sportello bancario. Nell’arco degli ultimi cinque anni, inoltre, 77 Comuni avrebbero perso la propria ultima filiale.
Una situazione che, secondo la Fisac, rende ancora più significativo il ruolo degli istituti che continuano a mantenere una presenza capillare.
Astigiano in controtendenza
La provincia di Asti presenta numeri differenti rispetto al resto del Piemonte. Tra giugno 2021 e giugno 2026 gli sportelli sono passati da 119 a 115, con una riduzione del 3,4%, indicata dalla Fisac come la più contenuta tra le province piemontesi.
In questo scenario, Banca di Asti mantiene una presenza particolarmente significativa: a giugno 2026 gli sportelli dell’istituto in Piemonte erano 175, sui 210 complessivamente presenti in Italia.
Per la Fisac Cgil Piemonte, quindi, il tema dell’efficienza deve essere necessariamente accompagnato da una riflessione sulla funzione economica e sociale della banca.
“Innovazione, digitalizzazione e trasformazione organizzativa non possono tradursi semplicemente in una riduzione degli organici e della presenza fisica sui territori”, sostiene Borgia.
Il nodo del ricambio generazionale
Un altro tema riguarda il personale. Anche eventuali percorsi di uscita volontaria, secondo il sindacato, dovrebbero essere inseriti in una prospettiva di reale ricambio generazionale, conciliando le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori con l’ingresso di nuove professionalità e con la necessità di mantenere adeguati livelli occupazionali e di servizio.
La Fisac richiama quindi il valore dello sportello bancario, soprattutto nei centri più piccoli.
“Non è soltanto una voce di costo – evidenzia Borgia –. Significa servizio alle persone, sostegno alle imprese, inclusione finanziaria e presidio economico e sociale. Significa anche presidio di legalità, un valore fondamentale per la nostra Organizzazione”.
“Servono stabilità e autonomia”
Alla luce delle recenti vicende che hanno interessato la governance dell’istituto, la Fisac Cgil Piemonte chiede quindi che l’attenzione torni sul futuro della banca.
Per il sindacato sono necessari stabilità, autonomia e una strategia capace di preservare il radicamento territoriale e le caratteristiche che distinguono Banca di Asti nel panorama bancario italiano.
“Le scelte dei prossimi mesi – conclude Borgia – dovranno tenere insieme sostenibilità economica, occupazione, qualità del servizio e presenza sui territori”.










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