Il Piemonte si conferma una delle regioni italiane più attive sul fronte della partecipazione culturale. È quanto emerge dal 22° Rapporto Federculture, presentato a Cuneo, che quest’anno ha come tema “La cultura che cambia i territori” e dedica un approfondimento specifico alla regione, evidenziando il rapporto sempre più stretto tra cultura, sviluppo dei territori e turismo.
I numeri restituiscono un quadro positivo. Il 42,9% dei piemontesi visita musei e mostre, contro una media nazionale del 35,8%, un dato che colloca il Piemonte al secondo posto in Italia. Il 47% della popolazione ha inoltre letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, rispetto al 41,6% della media nazionale.
Anche gli altri indicatori della partecipazione culturale registrano valori superiori alla media italiana. Gli spettacoli teatrali coinvolgono il 25,6% dei piemontesi, contro il 24,3% nazionale, mentre il 27,8% partecipa a concerti di generi musicali diversi dalla musica classica, rispetto al 26,3% italiano. Il 34,8% ha visitato almeno un monumento o sito archeologico nell’ultimo anno, contro il 32,3% della media nazionale. Per i concerti di musica classica la percentuale raggiunge invece l’11,5%.
Investimenti e sostegno privato
Il rapporto evidenzia anche il ruolo degli investimenti pubblici e privati. Nel 2024 la Regione Piemonte ha destinato 13,91 euro per abitante alla tutela e valorizzazione dei beni culturali, mentre i Comuni piemontesi hanno investito complessivamente 52,8 euro per abitante nel settore.
Particolarmente significativo il dato relativo all’Art bonus. Dal 2019 ad aprile 2026 in Piemonte sono stati erogati complessivamente 157,2 milioni di euro, un risultato che porta la regione al quarto posto nazionale, dietro Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna. Tra il 2024 e il 2025 i contributi sono inoltre passati da 19,98 a 22,74 milioni di euro, con una crescita del 13,8%.
Un andamento che, secondo il Rapporto, testimonia il consolidamento della collaborazione tra istituzioni culturali, imprese, cittadini e fondazioni.
Cresce il turismo internazionale
La cultura si intreccia anche con la crescita del turismo. La spesa dei viaggiatori stranieri in Piemonte è aumentata del 49,2% rispetto al 2024 e del 21,3% rispetto al 2019, superando quindi anche i livelli precedenti alla pandemia.
Il Rapporto sottolinea inoltre come nei Comuni italiani a vocazione culturale il reddito medio annuo pro capite raggiunga circa 25.600 euro, contro i circa 22.000 euro registrati nei Comuni con altre caratteristiche. Un dato che evidenzia il possibile legame tra presenza culturale, attrattività e sviluppo economico.
Un tema particolarmente significativo per il Piemonte, territorio caratterizzato da città d’arte, musei, castelli, residenze UNESCO e paesaggi vitivinicoli, dove patrimonio culturale e offerta turistica rappresentano componenti sempre più integrate.
Cuneo esempio di rigenerazione culturale
Non è casuale che la presentazione del Rapporto si sia svolta a Cuneo, nell’ambito dei quattro giorni di eventi dedicati all’inaugurazione del nuovo polo culturale di Palazzo Santa Croce e della nuova Biblioteca civica Esseci.
Il percorso di rigenerazione del complesso e la sua restituzione alla cittadinanza rappresentano infatti uno dei principali casi studio nazionali inseriti nel Rapporto Federculture. Un progetto nel quale cultura, rigenerazione urbana e partecipazione della comunità si incontrano.
Andrea Cancellato, presidente di Federculture, sottolinea come i dati confermino che la cultura sia ormai una componente essenziale dello sviluppo dei territori: “Non parliamo soltanto di patrimonio da tutelare o di offerta culturale, ma di un sistema capace di generare partecipazione, attrattività, qualità della vita e crescita economica”.
Sulla stessa linea Alberto Bonisoli, direttore del Centro Studi di Federculture, secondo cui il dato piemontese mostra come la cultura possa incidere su diversi aspetti della vita di un territorio, dalla partecipazione alla capacità di attrarre risorse, visitatori e nuove opportunità.
Per Davide De Luca, direttore di Fondazione Artea, il percorso di Cuneo dimostra invece come la rigenerazione attraverso la cultura possa diventare un processo capace di attivare “partecipazione, conoscenze, relazioni ed energie” e trasformarsi in un motore di sviluppo sociale, culturale ed economico.
A sottolineare il valore dei dati è anche Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, che definisce particolarmente significativo il fatto che il Piemonte non sia soltanto una regione ricca di patrimonio culturale, ma anche un territorio nel quale la cultura viene vissuta e partecipata.
“Il 42,9% dei piemontesi visita musei e mostre, secondo dato più alto in Italia, e il 47% legge almeno un libro all’anno. Numeri che raccontano un territorio nel quale la cultura continua a essere trasmessa, cercata e vissuta”, afferma Chiarelli.
L’assessore richiama quindi il rapporto tra memoria e futuro, sottolineando la necessità di mettere a disposizione delle nuove generazioni conoscenze e strumenti senza disperdere il patrimonio ricevuto da quelle precedenti. Nel 2026 la Regione Piemonte ha destinato alla cultura oltre 45 milioni di euro, sostenendo musei, biblioteche, spettacolo, cinema, patrimonio e realtà culturali diffuse.














