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Scuola | 01 ottobre 2026, 17:30

La voce dalle scuole: la Polfer tra i banchi di scuola per insegnare la sicurezza ferroviaria

Dalla foresta dell'Ecuador alle aule scolastiche: la lezione di biodiversità di Padre Onore all'Istituto Vercelli - Penna

La voce dalle scuole: la Polfer tra i banchi di scuola per insegnare la sicurezza ferroviaria

Continua la formazione presso gli istituti scolastici con iniziative volte a trasformare le aule in luoghi di prevenzione e di crescita civica. Si è tenuto infatti nei giorni scorsi, uno degli incontri del progetto educativo “TRAIN… TO BE COOL”, promosso dal Servizio di Polizia Ferroviaria del Ministero dell'Interno.

Gli operatori della Polfer di Asti hanno saputo catturare l'attenzione dei 52 alunni di una scuola primaria del territorio, affrontando insieme a loro temi delicati ma di vitale importanza.

Durante l'incontro sono stati esaminati fatti di cronaca realmente accaduti in tutto il territorio nazionale che hanno visto protagonisti dei giovani, rimasti vittime di incidenti causati da comportamenti a rischio o da gesti sconsiderati e imprudenti.

Attraverso il racconto di questi episodi e l'analisi di situazioni quotidiane che troppo spesso vengono sottovalutate, come la pericolosità delle distrazioni dovute all'uso di dispositivi o cuffie vicino ai binari o la necessità assoluta di non posare o lanciare oggetti sulle rotaie, gli alunni sono stati incoraggiati a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni.

Tali tematiche non vengono affrontate da un punto di vista sanzionatorio, bensì con la finalità educativa di trasmettere agli studenti la piena consapevolezza di quanto le proprie azioni possano incidere sulla loro incolumità e su quella altrui.

L'entusiasmo e la partecipazione dimostrati dai partecipanti confermano la bontà di un percorso che, rinnovando l'impegno già profuso negli scorsi anni, continua a fare tappa nelle scuole con l'obiettivo di radicare sempre di più nella coscienza delle nuove generazioni la cultura della sicurezza ferroviaria.

Dalla foresta dell'Ecuador alle aule scolastiche: la lezione di biodiversità di Padre Onore

Dalla cattedra universitaria di Quito alle foreste montane dell'Ecuador, fino al ritorno tra i banchi di scuola del territorio d'origine. L'Istituto Vercelli-Penna ha ospitato un ciclo di incontri dedicati alla sostenibilità e all'ecologia con Padre Giovanni Onore, agronomo ed entomologo originario di Costigliole d'Asti. Dopo una prima sessione rivolta agli studenti del Liceo, l'esperto ha dialogato con le classi dell'indirizzo Agrario, offrendo una panoramica concreta sulle sfide che attendono chi opera a contatto con la terra.

Al centro del confronto si è imposto il ruolo insostituibile svolto dagli invertebrati negli equilibri biologici e nelle produzioni agricole. Gli insetti rappresentano indicatori primari dello stato di salute dell'ambiente, ma subiscono la crescente pressione dell'antropizzazione, con ripercussioni dirette sui cicli produttivi e sulla conservazione del suolo.

Attraverso la storia della Fondazione Otonga, realtà istituita nel 1997 per la salvaguardia della foresta equatoriale, la testimonianza ha toccato i pilastri della tutela attiva: riforestazione mirata, studio scientifico sul campo e percorsi educativi a supporto delle comunità locali. Già docente di Zoologia degli Invertebrati ed Entomologia presso la Pontificia Università Cattolica dell'Ecuador, il religioso ha riassunto l'impegno di una vita tra ricerca e spiritualità: "La nostra missione resta il tentativo di salvaguardia del creato, nella sua grandezza come nelle manifestazioni più minute, per valorizzare gli effetti benefici di alcune specie e contenere l'impatto di altre", ha spiegato.

Un messaggio chiaro rivolto ai futuri periti agrari, chiamati ad affrontare la gestione del territorio con solide basi scientifiche e una rinnovata attenzione per la biodiversità globale.

Redazione

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