In via Ticino, nei pressi di strada Sesia, sembra essere nata una nuova forma di arredo urbano: una barriera di plastica rossa, accompagnata da un cartello di pericolo, che dalla fine della primavera o dall'inizio dell'estate presidia un tombino e un tratto di asfalto dissestato. Un'installazione che, con il passare dei mesi, ha assunto un carattere sempre più permanente. Tanto che la barriera, esposta al tempo e agli urti, si è nel frattempo vistosamente deteriorata, fino a rompersi.
La denuncia arriva dal consigliere comunale di minoranza Mario Malandrone (Ambiente Asti).
"Potremmo quasi considerarla un'opera di arte contemporanea: un cartello che segnala un pericolo, una barriera che dovrebbe proteggere dal pericolo e un pericolo che resta esattamente dov'è. Un'installazione permanente dedicata all'immobilismo amministrativo", ironizza.
Al di là dell'ironia, la situazione pone un problema concreto di sicurezza stradale. La pavimentazione è deteriorata, la barriera occupa parte della carreggiata e la segnalazione provvisoria è ormai essa stessa danneggiata.
"La cosa paradossale è che si è fatto in tempo a rompere la barriera, ma non a riparare il tombino. Evidentemente, ad Asti, il provvisorio rischia di diventare definitivo. E le transenne sembrano avere una durata amministrativa superiore a quella degli interventi di manutenzione. Non servono grandi opere, progetti faraonici o investimenti milionari per risolvere situazioni come questa. Serve semplicemente una manutenzione ordinaria tempestiva e una maggiore attenzione alla sicurezza delle strade, anche nei quartieri".
Malandrone ha predisposto un'interrogazione al Sindaco e alla Giunta per conoscere le ragioni del mancato intervento e i tempi previsti per il ripristino definitivo.
"Ci auguriamo che il Comune non voglia inaugurare ufficialmente questa nuova opera di arredo urbano, magari con tanto di taglio del nastro. Preferiremmo che venisse finalmente riparato il tombino, rimesso in sicurezza l'asfalto e rimossa la barriera. Prima che diventi un monumento alla mancata manutenzione".















