Il nuovo bando della Regione Piemonte per il rilancio del settore vitivinicolo non risponderebbe pienamente alle esigenze delle imprese del territorio. È la posizione di Coldiretti, che giudica insufficienti le risorse stanziate per l’annualità 2026-2027 e sollecita interventi strutturali per affrontare le difficoltà del comparto, a partire dalle rimanenze di vino invendute e dalla ricerca di nuovi sbocchi di mercato.
La misura regionale punta a sostenere gli accordi di filiera, ma secondo l’organizzazione agricola presenta condizioni di accesso e vincoli operativi che rischiano di limitarne l’efficacia. La principale criticità riguarda la dotazione finanziaria, pari complessivamente a 1,5 milioni di euro.
"Pur riconoscendo la volontà della Regione di intervenire a sostegno del comparto, il bando presenta condizioni di accesso e vincoli operativi limitanti. Inoltre, l’elemento di maggior criticità riguarda la dotazione finanziaria", afferma Monica Monticone, componente della giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo e presidente di Coldiretti Asti.
Secondo Monticone, lo stanziamento non sarebbe sufficiente a garantire un sostegno significativo a un numero ampio di aziende. Da qui la richiesta di una strategia di più ampio respiro, da definire prima della prossima vendemmia.
"Serve una programmazione a lungo termine da attuare quanto prima, per definire misure e interventi strutturati, mirati e condivisi prima di arrivare tardi alla prossima vendemmia", sottolinea.
Sulla stessa linea Giovanni Rosso, direttore di Coldiretti Asti, che chiede risorse adeguate agli obiettivi e strumenti calibrati sulle caratteristiche delle diverse imprese.
"Non serve un contentino, ma una formula concreta e reale di supporto", dichiara Rosso, richiamando il valore economico e produttivo del comparto vitivinicolo piemontese e astigiano.
Per Coldiretti, la competitività del settore deve essere tutelata attraverso politiche capaci di rispondere alle esigenze delle diverse realtà territoriali e produttive, con interventi realmente accessibili e risorse proporzionate alle necessità delle aziende.














