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Attualità | 12 luglio 2019, 07:38

"Il blues fa bene alla salute, fa bene al cuore": con la Treves Blues Band AstiMusica riscopre i suoni del blues delle origini (FOTOGALLERY)

In apertura i Rubin Red, che hanno ricordato l'amico Jos Griffioen con un brano

Ph MerfePhoto

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Quando si dice che si può suonare tutto, che tutto porta con sé un suono inconfondibile. Ecco, ieri sera sul palco di AstiMusica si è fatto suonare un po' tutto, con la Treves Blues Band.

I Rubin Red

Prima, però, l'opening band della serata, i Rubin Red. Manuel Costa alla batteria, Alberto Chicarella al basso e voce e Nicolò Costa alla chitarra hanno regalato al pubblico- molto numeroso fin da subito- momenti di ottima musica e talento.

Sul palco ieri sera la band astigiana ha portato alcuni inediti, tra cui "Stop your life", "Post tv", "Defend", "No time", "I believe", quasi tutti tratti dall'album "Loud". La giovane band ha dedicato anche un brano all'amico Jos Griffioen, batterista blues prematuramente scomparso nel 2015.

La serata è andata avanti con "Crossroads", "Little Wing", "Purple Haze". Grandi pezzi per grandi artisti, che hanno saputo, nonostante la loro giovane età, coinvolgere il pubblico fin dalle prime note.

La Treves Blues Band

La Treves Blues Band arriva ad Asti con quattro membri: il leader Fabio Treves, armonicista, Alex "Kid" Gariazzo (chitarre, mandolino, ukulele, voce...), Massimo Serra (batteria, percussioni) e Gabriele Dellepiane "Gab D" al basso.

Il puma di Lambrate, Treves, si presenta al pubblico astigiano con una semplicità affascinante: camicia in fantasia oversize e una coda ai capelli che forma una treccia. Fabio Treves è un po' così: sembra uno alla buona, semplice, che, come tutti i grandi talenti, fa sembrare semplicissima ogni cosa che fa. 

Non servono solo gli impianti da stadio. Serve metterci il cuore

"Asti, la Treves Blues Band non è venuta qui per fare polemiche. Ma qui quello che conta è il cuore, non solo avere degli impianti da stadio. Noi cerchiamo di suonare abbastanza acustico", dice Treves a un pubblico attento.

Sì, perché la Treves Blues Band ieri sera ha portato sul palco di piazza Cattedrale l'arte di saper suonare qualsiasi cosa: pentole, piatti, ma anche cucchiai di legno, un po' come quel blues delle origini che spesso non si ricorda. "Bastano due pentole per fare musica", dice Treves. E il pubblico astigiano se ne è accorto. Bastano semplici strumenti, certo, ma occorrono talento e personalità per farli suonare a dovere.

Il blues fa bene alla salute

"Somebody help me", "The Devil and the deep blue sea", "I got my mojo working", "Minglewood blues" sono sono alcuni dei brani fatti suonare magistralmente ieri sera. Il blues ti trascina, ti coinvolge, anche se rimane un po' più nozionistico e tecnico rispetto agli altri generi musicali. 

"Il blues fa bene alla salute, ragazzi. Fa bene al cuore", dice Treves a un pubblico rimasto affascinato dal talento della band, ma anche dalla semplicità del modo di essere dei suoi componenti.

Quella di ieri sera era una tappa di un tour molto importante, "70 in blues", per celebrare i 70 anni dedicati alla musica di Fabio Treves. A metà del concerto la Treves Blues Band ha ospitato, direttamente da Londra, il chitarrista blues Dennis Greaves, leader dei Nine Below Zero, che fin dal loro detonante esordio nel 1980 con il mitico “Live at Marquee”, hanno proposto un mix esplosivo di blues & rock. 

Ho una certa età: se volete il bis ditelo subito. Per me ogni momento è prezioso

Con la Treves Blues Band si riscoprono tradizioni del blues dei vecchi tempi: si va in Texas, in Mississippi, alla scoperta di leggende e miti di un tempo mai dimenticato. Treves scherza con il pubblico, molto numeroso: "Alzino la mano con sincerità tutti quelli che non hanno mai ascoltato la Treves Blues Band".

"Cavolo, ma dove siete stati per tutto questo tempo, ragazzi?".

Treves è trascinante, simpatico, semplice. "Ho una certa età, quindi se volete il bis ditelo subito, perché per me ogni momento è prezioso". Con "Boogie Chillun" e "Wooly Bully" si chiude la serata dedicata al blues, tra applausi, ammirazione e gioia.

Questa sera Edoardo Bennato

Il celebre cantautore rock partenopeo reduce da un tour serrato nei teatri di tutta Italia, torna per proporre alcuni brani evergreen del suo repertorio, alternati a canzoni tratte dal suo ultimo album di inediti “Pronti a Salpare” e dalla riedizione del suo grande successo “Burattino senza fili” nella versione del 2017 con i nuovi brani “Mastro Geppetto”, “Lucignolo” e “Che comico il grillo parlante”, per uno spettacolo di grande musica, suggestivo e coinvolgente.

Elisabetta Testa

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