/ Attualità

Attualità | 06 agosto 2019, 17:59

Anche ad Asti la Rete Dafne, per offrire servizi di sostegno alle vittime di reato

Anziani truffati che perdono l’autostima o giovani vittime di bullismo che tacciono per vergogna: tutto questo e molto altro nel progetto Rete Dafne

Anche ad Asti la Rete Dafne, per offrire servizi di sostegno alle vittime di reato

Anziani truffati che perdono l’autostima o giovani vittime di bullismo che tacciono per vergogna o per timore di rappresaglia necessitano di attenzione da parte degli uffici giudiziari, enti locali, servizi sociali e sanitari e del terzo settore. Ad Asti, come in tutta Italia, esistono servizi a tutela delle donne vittime di violenza, di minori maltrattati o abusati, mentre sono ancora pochi i servizi che operano indipendentemente dal tipo di reato o dalla condizione della vittima stessa.

A Torino, su iniziativa della Procura della Repubblica, della Città Metropolitana, dell’ASL e  di associazioni del terzo settore, anni fa nasceva il Progetto Rete Dafne, avente lo scopo di prendersi cura delle persone che manifestavano un disagio o esprimevano esigenze specifiche in conseguenza di un reato.

I servizi di assistenza offerti dalla Rete Dafne sono finalizzati a rafforzare le capacità reattive di chi è stato offeso da un crimine, attraverso l’accompagnamento ai servizi presenti sul territorio, le informazioni sui diritti, interventi di giustizia riparativa, il sostegno psicologico e, ove necessario, medico psichiatrico, nell’intento di evitare i rischi di vittimizzazione secondaria.

In linea con l’esperienza delle altre iniziative, l’Associazione Rete Dafne si rende promotrice della costituzione Rete Dafne Asti, avviando nel territorio di competenza della Procura di Asti, che ancora ne è sprovvista, un servizio generalista di ascolto e di sostegno a favore delle vittime di reato e attivando una collaborazione finalizzata tra il Comune, l’associazione Rete Dafne e gli ulteriori soggetti che aderiranno all’iniziativa (Provincia di Asti, Asl, Consorzi Socio assistenziali Cisa e Cogesa, Fondazioni, Università e associazioni).

Asti città del rispetto

Nel riconoscere il primario valore socio-assistenziale dell’iniziativa, il sindaco Maurizio Rasero ha dichiarato: “Si tratta di un altro importante tassello per far diventare sempre più la nostra amata Asti la città del rispetto, che sappia sviluppare anche una particolare attenzione alle persone offese, non solo dal punto di vista legale, ma anche dal punto di vista emotivo, dando loro un reale supporto e rafforzando così il legame con la comunità di appartenenza”.

A corollario l’assessore Mariangela Cotto ha aggiunto: “Con questo progetto, allarghiamo la tutela dei nostri concittadini: oltre alle donne vittime di violenza e ai bambini, l’istituzione di questo servizio ci consentirà di dare sostegno a tutte le  vittime di reato, producendo benefici per tutta la collettività”.

Comunicato stampa

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium