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Cronaca | 05 ottobre 2019, 12:00

Morire a 23 anni lavorando in vigna: la storia di Souaré Ibrahima Kalil e la strage silenziosa delle morti bianche

Il ragazzo era ospite di Villa Quaglina dal maggio di quest'anno. La tragedia ieri a Mongardino. Piam: "Era un ragazzo davvero in gamba. Si dava sempre da fare"

Villa Quaglina (Foto Facebook)

Villa Quaglina (Foto Facebook)

Si chiamava Souaré Ibrahima Kalil il 23enne richiedente asilo della Guinea morto tragicamente ieri a Mongardino mentre stava lavorando in vigna.

Il ragazzo era ospite del centro accoglienza Villa Quaglina, gestito da PIAM Onlus, ed era arrivato qui a maggio di quest'anno, dopo anni di soggiorno in Italia.

Un ragazzo in gamba, che si dava sempre da fare

"Era un ragazzo davvero in gamba. Non è mai stato fermo. Anche il lavoro in vigna se lo è trovato da solo, senza mediazione di terzi. Era un ragazzo dinamico, capace di costruire relazioni e non chiuso in se stesso. Infatti, era ben inserito e integrato", ci spiega Samuele del PIAM.

Il tragico incidente

Un ragazzo buono, di cuore, pieno di belle speranze, come qualsiasi ragazzo di 23 anni, venuto in Italia per lavorare, per darsi da fare. Ieri pomeriggio era in vigna e stava aiutando il titolare di un'azienda agricola nelle attività di vendemmia. Tentando di salire sopra un rimorchio di un trattore in movimento, guidato dal titolare, il giovane ha perso l'equilibrio.

Nella caduta il 23enne ha sbattuto violentemente la testa a terra: un'emorragia cerebrale dovuta al pesante trauma cranico riportato non gli ha lasciato scampo.

Lavorare senza poter scegliere

"Il fatto che fosse un rifugiato non è rilevante perché persona diversa. Souaré è morto lavorando e quel lavoro era la sua vita. Era un ragazzo di soli 23 anni. Dedicare la propria vita al lavoro senza possibilità di scelta è terribile", continua Samuele.

La strage silenziosa

Si tratta di una delle tante tragedie sul lavoro, che da troppo tempo colpiscono i nostri territori e non solo. Una strage silenziosa quella delle morti bianche, che non fa differenze e non lascia scampo. Un 2019 che si prospetta tra gli anni peggiori per quanto riguarda le morti sul lavoro. Nel primo semestre del 2019, infatti, in Italia sono stati denunciati 482 infortuni mortali sul lavoro. Dati ancor più tragici rispetto all'annata scorsa, con 469 decessi

Elisabetta Testa

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