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Cronaca | 09 ottobre 2019, 10:48

Microtelefono rinvenuto addosso a un detenuto del carcere di Asti

L’uomo, sottoposto al regime di “Alta Sicurezza”, lo aveva nascosto nelle mutande

Immagine d'archivio, non correlata allo specifico episodio

Immagine d'archivio, non correlata allo specifico episodio

Nel primo pomeriggio di ieri, nel reparto al piano rialzato del carcere di Asti dove sono ristretti detenuti sottoposti al regime denominato "Alta Sicurezza", è stato rinvenuto, nel corso di un controllo, un micro telefono cellulare, perfettamente funzionante, che un detenuto aveva nascosto nelle mutande.

La notizia del rinvenimento è stata comunicata dal Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge: “Per quest'anno si tratta dell'ennesimo rinvenimento, non occasionale ma professionalmente determinato dall'operato dalla Polizia Penitenziaria; ciò conferma gli allarmi che l'O.S.A.P.P. ha più volte lanciato rispetto a condizioni di estrema precarietà, evidenziate ripetutamente da questa sigla sindacale”.

“Fermo restando - prosegue il leader dell'O.S.A.P.P. - che il possesso di telefoni cellulari da parte di detenuti all'interno delle carceri non è certamente determinato dalla necessità di chiamare la mamma o la fidanzata da parte dei medesimi, ma assai spesso è legato ai contatti tra realtà criminali all'esterno del carcere e quindi alla continuazione di quei reati che hanno determinato la detenzione dei soggetti oggi reclusi, per il carcere di Asti anche le condizioni di vivibilità lavorativa da parte del personale di Polizia Penitenziaria lasciano assai a desiderare, come più volte denunciato dall'OSAPP”.

“Anche nel caso del carcere di Asti - conclude Beneduci - come per gli altri istituti delle regioni Piemonte Liguria e Valle d'Aosta in penoso affanno organizzativo, è a rischio non solo l'agibilità e la funzionalità dell'istituto di pena, ma anche e soprattutto la sicurezza della collettività esterna al carcere. Per tali motivi risultano irrinunciabili conseguenti iniziative da parte del Capo del D.A.P. Francesco Basentini e del Guardasigilli Alfonso Bonafede a cui l'O.S.A.P.P. rivolge nuovamente appello”.

Redazione

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