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Politica | 06 dicembre 2019, 18:35

Fuoco di fila delle minoranze dopo l'approvazione del Bilancio previsionale 2020

Sottolineature negative anche per l’assegnazione di 25.000 euro destinati ai nomadi: “Sono passati dalle ruspe alle mancette”

Un'immagine della conferenza stampa di questo pomeriggio. Mancano i consiglieri Ferlisi, Motta e Anselmo, giunti a conferenza in corso

Un'immagine della conferenza stampa di questo pomeriggio. Mancano i consiglieri Ferlisi, Motta e Anselmo, giunti a conferenza in corso

Fermo restando che l’aver punti di vista divergenti rientra nei canoni dei normali confronti tra qualsiasi maggioranza e minoranza politica, il quadro d’insieme che si ottiene guardando alle dichiarazioni dei consiglieri di minoranza dopo l’approvazione del Bilancio previsionale 2020 va ben oltre il dissenso e la critica, configurandosi più come una bocciatura netta, su tutti i fronti, e senza possibilità d’appello. Si va dal ricorrente “giunta che manca di coraggio e di lungimiranza” al “hanno cercato di farsi meno male possibile”, passando per l’affermazione secondo cui “ha dovuto (si sottintende il sindaco Rasero, ndr.) perfino indicare ai suoi consiglieri quando premere verde o rosso durante l’esame delle varie pratiche”.

Un fuoco di fila aperto da Angela Quaglia (CambiAMO Asti): “Durante la discussione di bilancio non sono stati affrontati temi importanti come turismo e cultura e questo è molto grave. Io mi sento di affermare che abbiamo una giunta e un sindaco tuttofare, dal togliere le ragnatele al tenere rapporti coi cinesi, che si occupa di tutto ed è presente ovunque ma privo di visione strategica. Non basta il presenzialismo, ci vuole capacità di visione e atti conseguenti. Hanno rinunciato a un sacco di possibilità, delegando la cultura alla Fondazione Asti musei, agli albesi per il turismo e per commercio alle associazioni di categoria. Mentre sui nomadi, sono passati da ‘fuoco e fiamme’ della campagna elettorale a fuoco e fumi. Ci vorrebbero la capacità di studiare i problemi e le soluzioni, senza aver presunzione di sapere tutto. Ma soprattutto vorrei sapere dove ci stanno portando".

Mario Malandrone (Ambiente Asti)

L’Amministrazione ha fatto girare delle ‘veline’ che raccontano un bilancio sano, prudenziale, che taglia le tariffe, anche se in realtà sono solo tornate ai livelli pre aumenti del 2017. Così come per i parcheggi in centro. In realtà tagliano su tutto, tranne che sulle spese istituzionali. Nessun investimento, invece, su voci di bilancio come tematiche ambientali, politiche giovanili, servizi sociali, le frazioni… Sarebbe anche importante chiarire la posizione in merito ad Asp e patti parasociali, soprattutto dopo l’analisi delle criticità evidenziate dallo studio commissionato al professor Falduto. Abbiamo poi molte riserve sulla questione culturale e, anche guardando ad altre realtà piemontesi, vediamo che le tariffe non sono affatto convenienti per le scuole. Male anche la tassa di soggiorno, che non crea nessuno sviluppo o miglioramento rispetto cultura, mentre per l’Israt chiedevamo dare un minimo di respiro a una realtà particolarmente importante.

Giuseppe Passarino (Uniti si può)

Se mi consentite una citazione, credo il sindaco abbia pensato ‘ha da passà a nuttata’. Tutti abbiamo visto come non vedesse l’ora finisse il confronto, perché evidentemente i temi trattati non gli interessavano minimamente. Sono anche dispiaciuto di non aver potuto concludere tutti gli interventi perché si voleva chiudere per forza in fretta, atteggiamento poco rispettoso nei confronti dei cittadini. Io ho detto che mi sembrava di essere in un teatrino in cui ciascuno era regista di se stesso, ma devo constatare che c’erano anche diverse comparse. Infine, consentitemi di dire che avere avvocato alla guida di un assessorato strategico come l’Urbanistica mi sembra una mancanza di attenzione al mondo dell’edilizia e dello sviluppo della città.

Michele Anselmo (Uniti si può)

Che questa Amministrazione manchi di una visione d’insieme della città lo ripetiamo fin dalla seduta d’insediamento del Consiglio comunale. Anche in queste sedute dedicate al bilancio hanno solo cercato di farsi meno male possibile, con interventi brevi in presentazione e repliche. Senza contare che alcuni consiglieri di maggioranza non erano preparati neppure sui loro emendamenti. Registro poi un forte spostamento verso Fratelli d’Italia, evidenziato dal passaggio dell’emendamento sui rom, tematica sulla quale sono partiti dalle ruspe per arrivare alle mancette.

Massimo Cerruti (Movimento 5 Stelle)

Questa pessima sessione di bilancio mi ha lasciato moltissimi dubbi e una sola certezza: questa non è una amministrazione di centro-destra, ma neppure di centrosinistra anche se a volte può sembrarlo. E’ una Amministrazione di tecnici, ma noi ad Asti non abbiamo bisogno di tecnicismi, bensì di idee chiare. Inoltre, come gli studenti che temono vada male il compito in classe, l’Amministrazione priva di idee si è messa a copiare: Alba la promozione turistica, scopiazziamo il palio da Siena, per smantellare il campo nomadi siamo andati a Pisa… Prendiamo idee altrui perché qui non ce ne sono. Anche il palio non funziona sotto nessun aspetto, ma non la si vuol capire. Il palio sembra essere diventato un pacchetto turistico da mettere in mano al nuovo ente che hanno messo in piedi e che seguirà precise direttive provenienti dall’albese. Ecco perché ritengo che i soldi che trasferiamo all’ATLnon siano ben spesi: le capacità non mancano, ma non si fa nulla per divulgare nel mondo il nome di Asti. Senza contare che non c’è nulla sull’ambiente, che la bozza del piano del traffico viene modificata in continazion e che anche sulle partecipate si ravvisa il fallimento di questa amministrazione. Senza contare il colpo di scena con l’approvazione, con voto a favore del centro-destra e entusiasmo leghista, dell’emendamento di Fratelli d’Italia che assegna 25.000 euro per i campi nomadi, togliendoli da altri capitoli. Ad oggi sappiamo solo che questi soldi li si vuole dare in tasca a queste popolazioni, ottenendo magari in cambio di convincerli ad allontanarsi, con il rischio che da un campo smantellato ne nascano diversi più piccoli. C’è solo gran confusione e tentativi di copiare male.

Giorgio Spata (Movimento 5 Stelle)

Durante uno dei primi consiglio ho chiesto che idea avevano riguardo il turismo e avevo votato a favore della tassa di soggiorno, sperando che quel denaro venisse speso per rafforzare iniziative in grado di attirare più turisti. Invece investiamo in pubblicità per promuovere non si sa bene cosa. Altro esempio: l’anno scorso avevamo presentato un progetto per unire le varie piste ciclabili, ma non è neppure stato preso in considerazione, oggi sarebbe stata ottima strada per iniziare qualcosa di buono. Senza dimenticare che dopo due anni e mezzo ci ancora buche ovunque e poca pulizia, perché il turista dovrebbe fermarsi? Infine ricordiamo che il nostro brand è il vino, sul quale non puntiamo abbastanza. Mi auguro che, almeno in futuro, abbiano maggior volontà di ascoltare le idee delle minoranze.

Maria Ferlisi (Partito Democratico)

Quelle dedicate al bilancio sono state serate sofferte anche per via dell’approccio sbagliato del sindaco nei confronti della minoranza. Scavalcando il presidente del Consiglio Boccia, il sindaco ha convocato noi capogruppi proponendo di ‘barattare’ il ritiro della proposta di fuoriuscita da ‘Avviso Pubblico’ in cambio di una serata in meno di consiglio, che costa circa 1.200 euro. Una proposta che personalmente ho subito bocciato, ritenendola un ricatto inaccettabile. Per cui è evidente che siamo partiti subito male e che abbiamo continuato peggio: non si è parlato di scelte strategiche, di futuro. Quello approvato è un bilancio privo di prospettiva, scopo e carattere. L’Amministrazione Rasero finora è stata solo apparenza, ma non ci sis può limitare a quello.

Angela Motta (Italia Viva)

Sia il sindaco Rasero che l’assessore Berzano hanno considerato l’approvazione del Bilancio una mera attività contabile, mentre è l’atto più politico di ogni Amministrazione, poiché definisce le priorità che si è data. Conti sono in equilibrio, per fortuna, ma è il risultato cui potrebbe arrivare un commissario prefettizio. Da chi governa ci si aspetta attuazione del programma presentato e per il quale si è stati votati. Servono scelte coraggiose e risposte inerenti quel che si vuole fare. Abbiamo una città in sofferenza, deindustrializzata, e che non asseconda ancora la nuova vocazione turistica. Le mostre, ad esempio, hanno avuto successo di partecipazione ma certo non dal punto di vista economico, quindi Asti Musei non sta dando risultati sperati. Così come lanuova ATL con Alba, che abbiamo sostenuto, pur chiedendo venisse incluso anche l’alessandrino. Ma si è verificata la nostra unica preoccupazione, ovvero di essere la stampella di Alba. Per contare nel turismo serve poi una città pulita, quindi abbiamo bisogno che Asp faccia da braccio destro del comune anche se ora sembra un braccio monco. Inoltre serve anche sicurezza: le telecamere sono importanti, ho chiesto ne mettano anche in viale alla Vittoria, ma continuiamo a non vederle in programmazione. Su commercio continuiamo a sentire che verrà spostato il mercato da piazza Alfieri ma non sappiamo dove, quando e come. Non sappiamo nulla neppure del futuro del Mercato Coperto, idem per l’ex Ortofrutta ormai abbandonato da anni quando potrebbe essere una grande risorsa per filiera corta e prodotti del territorio. Concludo dicendo che il sindaco, in apertura della prima serata di Consiglio, ha chiesto l’onore delle armi, credo intendesse come richiesta di riconoscergli quanto fatto con le poche risorse a disposizione. Ma era una frase sbagliata, perché l’onore delle armi si dà agli sconfitti e se siamo arrivati alla resa dopo due anni e mezzo di mandato...

Gabriele Massaro

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