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Cronaca | 14 dicembre 2019, 08:31

La Procura ha concluso l’indagine sul bilancio 2015 della Banca di Asti

Ipotizzato il reato di “false comunicazioni sociali”, ora spetterà al pool legale presentare una memoria difensiva

La Procura ha concluso l’indagine sul bilancio 2015 della Banca di Asti

Il sostituto procuratore Gabriele Fiz, magistrato in forza alla Procura della Repubblica di Asti, ha recentemente concluso l’attività d’indagine volta ad appurare la presunta commissione di un illecito contabile che si ipotizza posso essere stato realizzato nell’ambito dell’esercizio 2015 della Cassa di Risparmio di Asti. Pertanto, come da prassi, la Procura ha inviato al presidente Aldo Pia e all’amministratore delegato Carlo Demartini una notifica di conclusione indagini, informandoli contestualmente di essere indagati per il reato di “false comunicazioni sociali”.

Ipotesi di reato, normata dall’articolo 2621 del codice civile, che si configura nel caso in cui “gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l'intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per se' o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorché di valutazioni ovvero omettono informazioni la cui comunicazione e' imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della societa' o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione”.

Ora spetterà ai vertici dell’istituto di credito, per tramite del proprio pool legale, redigere una propria memoria difensiva, che dovrà venire depositata entro venti giorni dalla ricezione della notifica di chiusura indagini. Acquisita tutta la documentazione, il pubblico ministero dovrà poi valutare se presentare eventuale richiesta di rinvio a giudizio, con conseguente fissazione dell’udienza preliminare dinanzi al GUP, o se richiedere l’archiviazione del procedimento.

La replica della Banca

In merito alla vicenda, l’istituto di credito ha emesso il seguente comunicato:

Con riferimento alle notizie comparse sulla stampa, si precisa che l’indagine menzionata è la medesima di cui la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. aveva già dato comunicazione a febbraio 2018.

La Banca ribadisce la convinzione di aver correttamente operato nel rispetto delle disposizioni di legge e di vigilanza e di principi di massima trasparenza, in linea con il rapporto di correttezza che da sempre connota le relazioni con i Soci, Clienti e Collaboratori. La Banca confida inoltre di poterne dare concreta dimostrazione nelle sedi opportune confermando piena fiducia nella Magistratura.

La Banca conferma inoltre che, indipendentemente dagli aspetti puramente contabili oggetto di accertamento riguardanti temi di mera competenza temporale, l’indagine in corso non ha alcuna incidenza sul patrimonio della Banca alla data odierna e quindi sui suoi Azionisti e più in generale sulla clientela, salvo modesti effetti sull’entità del proprio credito d’imposta.

Redazione

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