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Cultura e tempo libero | 15 febbraio 2020, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: le torri del sud

Puntata di invito ad approfondire la conoscenza delle antiche torri del sud Astigiano che sarebbe bello ed utile veder presto valorizzate ai fini turistici

Monastero Bormida

Monastero Bormida

Quando in un posto storia, arte e cultura hanno lasciato così tante testimonianze, come nell’Astigiano, talvolta può anche capitare di darne qualcuna per scontata, poco visibile se non valorizzata. Non ci manca proprio nulla, salvo la volontà di destinare risorse al racconto delle tantissime unicità di cui è pieno il nostro bellissimo territorio.

Prendete l’importante fascino delle torri medioevali di Monastero Bormida, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, Roccaverano e Vengore, antica linea di difesa contro le invasioni saracene. Contestualizzatele in una parte dell’Astigiano che per motivi vari, primo fra tutti quello morfologico, presenta ancora caratteri originali, aspro e selvaggio più che altrove, con una ricchezza naturale di valore assoluto. Provate a pensarle promosse come insieme e...bingo!

In realtà qualcosa di più che valido sul tema è già stato fatto dal CAI con Il sentiero del Giro delle cinque Torri: piacevole escursione ad anello che partendo da Monastero Bormida collega le altre località e torri. Il percorso è segnalato, con tacche gialle a forma di rombo o linea, e viaggia su strade in parte asfaltate, bianche, carrarecce, sentieri in boschi e prati. Per buoni camminatori ci vogliono 8-9 ore, ben spese, principalmente su crinali con paesaggi e panorami così belli da commuovere.

Il Giro è in genere organizzato, intorno a fine aprile, da CAI e associazioni locali, arricchito da appetitose tappe gastronomiche, con buona presenza di partecipanti. Ottima base per attrarne tanti altri. Tanti altri, a godere dell’unicità di queste bellissime torri medioevali a partire da quella di Monastero Bormida e il suo imponente castello che originariamente era un monastero e lei il campanile: 27 metri in stile lombardo, piena di fregi ed archetti  in mattoni e pietre. Proprio bella. Poi quella di Olmo Gentile risalente al XII secolo, inglobata, nel 1681, in un castello, quando il vescovo di Acqui la elesse a sua dimora. E ancora il bell’esempio di edificio difensivo di San Giorgio Scarampi: base scarpata, sei piani e copertura a terrazza, in origine coronata da merli, con attorno le mura di cinta di un antico mastio castellato e un’iscrizione del 1323, posta sopra la porta di ingresso, che ricorda la costruzione del castello ad opera di Alessandro e Bonifacio Asinari da Asti. Tanta storia, tanta roba. Si passa allora a Roccaverano, la sua torre, alta una trentina di metri, è quanto resta, assieme a poco altro, del castello datato 1204;  recenti restauri consentono di salirvi in cima a godere di un panorama unico: dalla piazza sottostante con la chiesa del Bramante, fino a gran parte dell’Astigiano ed oltre. Lì vicino, Vengore e la sua torre duecentesca, vedetta sulla Val Bormida: base quadrata, alta, possente e carica di fascino nella sua spettacolare solitudine.

Ecco allora cinque nuovi motivi per girare tra posti incredibili, sempre più colmi  dell’orgoglio di chi sa di vivere in un posto bellissimo. Due alfine i suggerimenti: correte al più presto a vederle, o rivederle, in attesa vengano promosse adeguatamente, quale insieme magnificamente distintivo, per attrarre turismo con la loro antica bellezza. Tanto per cominciare non ci vorrebbe poi molto: un logo, un sito internet, una dozzina di cartelli, un po’ di attività social e di rapporti con la stampa; qualche migliaio di euro dai quattro Comuni e il gioco sarebbe fatto. Nel caso...a disposizione.

Davide Palazzetti

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