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Sanità | 17 febbraio 2020, 07:00

Prestigioso riconoscimento per la Gastroenterologia del Cardinal Massaia di Asti

Il reparto è tra le 20 strutture italiane certificate dalla Associazione nazionale operatori Tecnici di Gastroenterologia

Prestigioso riconoscimento per la Gastroenterologia del Cardinal Massaia di Asti


Nuova certificazione e trend continuamente in crescita negli ultimi cinque anni di attività. Sono queste le due novità dell’inizio anno per la Struttura di Gastroenterologia dell’Ospedale Cardinal Massaia.

La Struttura, diretta dal dott. Mario Grassini, dopo sedici anni di certificazione ISO-9001 che esprime valutazioni sull’operato della qualità in ambito amministrativo, da qualche giorno ha conseguito quello assegnato dalla Associazione nazionale operatori Tecnici di Gastroenterologia (ANOTE) che ha espresso le proprie valutazioni con un ente terzo esterno all’azienda come il Kiva Cermet. Associazione ed Ente certificatore hanno effettuato e rilasciato l’attestato di qualità in ambito tecnico-professionale.

Sono particolarmente orgoglioso di questo riconoscimento – ha detto il direttore Mario Grassini – per me e per tutto il personale della Gastroenterologia, perché solo venti strutture in Italia, fino ad ora, hanno raggiunto lo stesso prestigioso obiettivo”.

Le varie certificazioni assegnate alle strutture sono una garanzia per la sicurezza e l’appropriatezza nei confronti dei pazienti che si rivolgono al servizio. Quello della Gastroenterologia astigiana è un servizio che attrae pazienti anche da altre Asl della Regione.

Il paziente – afferma ancora Grassini – viene seguito in tutto il percorso, dalla presa in carico con il pre-esame alle sue dimissioni, garantendo appropriatezza nell’assistenza e nelle cure ”.

QUALCHE NUMERO

I numeri parlano di un aumento delle prestazioni erogate dal Servizio di Gastroenterologia.

Dal 2018 al 2019 si è osservato un aumento di colonscopie, sia ambulatoriali che tra i pazienti ricoverati, del 5,13% (da 2494 a 2622) e un aumento delle prestazioni interventistiche del 17,32% dal 2014 al 2019. Significativo, inoltre, il numero di sigmoidoscopie che, solo in regime di screening, sono raddoppiate del 2015 (496) al 2019 (992), fatto rilevante in ottica di prevenzione.

Comunicato stampa

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