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Economia e lavoro | 11 dicembre 2018, 14:23

Giovedì 13 anche gli artigiani piemontesi saranno presenti a Milano per dire sì alla TAV

Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: "siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre valore artigiano"

Giovedì 13 anche gli artigiani piemontesi saranno presenti a Milano per dire sì alla TAV

Anche le imprese di Confartigianato Piemonte saranno presenti il 13 dicembre, a Milano, alla manifestazione organizzata a livello nazionale per “Dire Sì” allo sviluppo del Paese e del Piemonte. Negli spazi del MiCo - Milano Convention Centre, gli imprenditori del Piemonte si uniranno a tutti gli altri provenienti da tutta Italia sotto l’egida di Confartigianato per dire sì alle infrastrutture, allo sviluppo e alla crescita del Paese.

Sì a efficaci collegamenti nazionali e internazionali, alle grandi opere strategiche per far viaggiare le persone e le merci. Sì a reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza. Sì anche a una pubblica amministrazione che funzioni e sia attenta alle esigenze dei cittadini. Sì ad un mercato del lavoro che valorizzi il merito e le competenze incrociando le necessità competitive delle imprese. Sì ad una giustizia civile rapida ed efficiente. Sì all’Europa con l’euro moneta comune.

Saranno in tanti –commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte– gli imprenditori artigiani piemontesi che raggiungeranno il capoluogo lombardo per mandare un messaggio chiaro e positivo al Governo e alle Istituzioni: siamo ‘Quelli del Sì’ e vogliamo mandare avanti l’Italia in Europa e nel mondo. Siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre valore artigiano”.

Vogliamo continuare a creare reddito e contribuire al PIL del nostro Paese – riprende Felici – e non possiamo permettere che dopo anni di polemiche e proteste la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione venga rimessa in discussione dal Governo. Ha poco senso parlare oggi di un’analisi costi-benefici su un’infrastruttura che interessa 11 Paesi europei. Non ci risulta che la Francia l’abbia mai fatta. Onestamente non capiamo la ragione reale per cui si metta un freno alla realizzazione di opere che costituirebbero un moltiplicatore per le nostre esportazioni”.

Comunicato stampa

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