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Cronaca | 01 aprile 2019, 18:49

Al via domani ad Asti il processo per l'omicidio di Manuel Bacco

La vedova Cinzia Riccio si costituirà parte civile

Il maggiore Repetto con Cinzia Riccio, vedova di Manuel Bacco, e la madre della donna

Il maggiore Repetto con Cinzia Riccio, vedova di Manuel Bacco, e la madre della donna

Domani in tribunale ad Asti inizia il processo per l'omicidio di Manuel Bacco ucciso il 19 dicembre 2014 nella sua tabaccheria di corso Alba.

Cinque gli imputati: il presunto killer Jacopo Chiesi 25 anni ex pizzaiolo di Castello d'Annone, Antonio Piccolo il "palo", 27 anni, Antonio Guastalegname 50 anni, presunto organizzatore e mente della tragica rapina, Domenico Guastalegname 25 anni (figlio di Antonio) e Fabio Fernicola 40 anni, autisti.

I reati vanno dall'omicidio al tentato omicidio, rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi. I cinque si trovano in carcere, perché il tribunale del Riesame aveva confermato l'ordinanza del gip Giorgio Morando, convalidata dalla Cassazione.

La vedova di Bacco, Cinzia Riccio, si costituirà parte civile con l'avvocato Aldo Mirate.

LA VICENDA

Il 19 dicembre 2014 Manuel, 37 anni, nel tentativo di difendere la moglie, durante una rapina nella sua tabaccheria di corso Alba venne brutalmente ucciso da due colpi di proiettile.

L'assassino e i suoi complici fuggirono e i carabinieri, guidati dal pm Laura Deodato, dopo tre anni di pazienti indagini, individuarono i cinque presunti colpevoli grazie anche a  tracce del dna trovate nei passamontagna abbandonati fuori dalla tabaccheria e alle immagini di sorveglianza. Nell'abitazione di Chiesi inoltre furono rinvenuti proiettili dello stesso calibro di quelli usati per la rapina. Non ultimo il "super testimone" che avrebbe dovuto partecipare alla rapina ma si tirò indietro.

I presunti colpevoli sono stati arrrestati a maggio scorso e qualche giorno prima di Natale la pm Deodato notificò ai legali dei cinque l'avviso di chiusura indagini.

Gli imputati e i loro difensori potranno decidere se affrontare il dibattimento in Corte d’Assise, rischiando pene che possono arrivare all’ergastolo, oppure optare per il rito abbreviato, la cui pena massima è fissata in 30 anni di carcere.

 

Betty Martinelli

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