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Cronaca | 16 luglio 2019, 18:22

Processo omicidio Manuel Bacco, ascoltati primi testi

Un'udienza durata più di cinque ore, in aula anche la moglie di Bacco, Cinzia Riccio

Processo omicidio Manuel Bacco, ascoltati primi testi

Sguardi fissi oltre ai vetri delle porte che li separavano dai loro mariti, compagni, figli e nipoti. C'erano una ventina di parenti, oggi 16 luglio, nel corridoio davanti all'aula 6 del tribunale di Asti.

Tutti che aspettavano di incrociare lo sguardo, un sorriso dei loro uomini accusati a vario titolo di aver rapinato e ucciso a colpi di pistola Manuel Bacco, il tabaccaio di 37 anni morto il 19 dicembre 2014 nel suo negozio in corso Alba. Gli imputati erano in aula insieme ai loro legali, perché stamane il processo è entrato nel vivo, con l'audizione dei testimoni chiamati dalla difesa. 

C'erano Jacopo Chiesi, il venticinquenne di Castello d'Annone accusato di aver fatto fuoco, seduto tra i suoi legali, Roberto Caranzano e Fabrizio Brignolo; il probabile complice Antonio Piccolo, 27 anni difeso da Sergio Rotundo e Giuseppe Di Renzo; gli altri presunti componenti della banda: Domenico Guastalegname, 25 anni (coi sui legali, Fabio Schembri, già avvocato di Olindo Romano e Rosa Bazzi e Antonio Porcelli), Fabio Fernicola, 40 anni difeso da Patrizia Gambino e l'ipotetica 'mente' della rapina, il padre di Domenico Guastalegname, Antonio (avvocati Schembri e Porcelli).

Tutti e cinque sono detenuti in carceri diverse, da Aosta a La Spezia e Reggio Calabria. 

I primi a esser chiamati a testimoniare sono stati un parente di Domenico Guastalegname, Carmelo Barba e un 'amico' di famiglia dalla Calabria, Puridda.

"Domenico Guastalegname non c'entra nulla". Non faceva parte del presunto gruppo criminale che tentò il colpo finito in tragedia. Lo ha detto Barba al giudice Federico Belli.

Puridda, in visita ad Asti proprio in quei giorni, gli ha riferito che Domenico non c'entrava proprio niente con quello che è accaduto. Aveva saputo della rapina ed era andato a vedere, come hanno fatto molti altri curiosi. Non era in zona per altri motivi secondo le testimonianze e non avrebbe fatto da autista ai rapinatori insieme all'amico Fernicola.

"I miei testi hanno confermato che Domenico non c'entra con la rapina e con l'omicidio" ha affermato il legale della difesa, Roberto Caranzano. Secondo il difensore, "si apre quindi una revisione di tutta la vicenda".

L'udienza è durata più di cinque ore, prima che il giudice rinviasse al 16 settembre. Nel corso della mattinata sono state ascoltate altre cinque persone informate sui fatti, a difesa di Fernicola.

In aula c'era anche Cinzia Riccio, la vedova di Manuel che è parte civile nel procedimento che si sta celebrando con rito abbreviato condizionato dalle testimonianze. Era seduta a fianco del suo legale Giuseppe Vitello dello studio Mirate.

Nella prossima udienza di settembre saranno ascoltati i consulenti del pm e della difesa. Il processo potrebbe arrivare a una conclusione entro fine anno.

M.M.

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