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Sanità | 10 aprile 2019, 07:34

Valorizzare i Servizi Trasfusionali in Piemonte. Focus dell'assemblea regionale Avis

Il presidente Giorgio Groppo:"c’è bisogno che il pubblico investa sul Servizio Trasfusionale e sulla promozione della donazione del sangue soprattutto verso le nuove generazioni"

Valorizzare i Servizi Trasfusionali in Piemonte. Focus dell'assemblea regionale Avis

 

Domenica 7 Aprile a Desana ( Vercelli ), presso Il Castello, si è tenuta la 49^ Assemblea Regionale Avis.

Sala piena all’inverosimile per un’Assemblea bella, partecipata ed unita, dove tutte le votazioni sono state prese all’unanimità. Erano presenti 145 delegati Avis, rappresentanti delle istituzioni e molti dirigenti delle organizzazioni del volontariato, quali ilsindaco di Vercelli, Maura Forte, il presidente della Provincia di Vercelli Riva Vercellotti, il parlamentare Europeo Alberto Cirio, il Responsabile del CRCC dottoressa Rosa Chianese, il presidente Nazionale Avis Giampietro Briola ed il presidente dell’Avis Regionale Veneto Giorgio Brunello, gemellata con l’Avis Regionale Piemonte .

L’Assemblea è stata l’occasione per fare il punto sull’anno appena trascorso: un anno delicato, perché se da un lato la rete trasfusionale regionale ha raggiunto ottimi risultati grazie alla collaborazione tra pubblico e associazioni, dall’altra la riorganizzazione del sistema trasfusionale piemontese rischia di aggravare alcune criticità tra cui il numero molto esiguo di strutture complesse riconosciute.

Anche nel 2018 Avis Regionale Piemonte ha registrato numeri importanti: i donatori si attestano al ragguardevole numero di 113.869, mentre le donazioni registrano un totale di 177.725 sacche di sangue donate con un +11% rispetto all’anno precedente.

Giorgio Groppo, presidente Regionale Avis: “ Siamo critici in merito alla riforma del Terzo Settore ed il volontariato dovrebbe uscire da una riforma fatta per le grandi organizzazioni che sono lontane dalle nostre esigenze ed i nostri problemi: se infatti la gratuità e il dono sono i princìpi cardine del volontariato, cosa c’entrano con le grandi organizzazioni dell’Impresa Sociale e Imprese Sociali con grandi fatturati? Dobbiamo poi intensificare la donazione nei mesi estivi e razionalizzare i punti di prelievo. Dobbiamo inoltre rivolgerci ai molti giovani che oggi sono in crisi di identità, l’Avis deve offrirgli un’opportunità: stare insieme per costruire qualcosa di importante. Come Associazione dobbiamo impegnarci per contribuire a ritrovare nella società il gusto del dono e l’obbligo morale nelle persone di dedicare un po’ del proprio tempo per contribuire a costruire una società migliore. C’è bisogno - conclude - che il pubblico investa sul Servizio Trasfusionale e sulla promozione della donazione del sangue soprattutto verso le nuove generazioni, perché a forza di aprire reparti di cardiochirurgia e non potenziare il reparto trasfusionale, questi rischieranno di rimanere senza sangue”

 

 


Comunicato stampa

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