/ Cronaca

Cronaca | 02 agosto 2019, 16:42

Sorveglianza speciale per coppia di nomadi di Carmagnola. Disoccupati, il tribunale ha disposto confisca auto per 100 mila euro

Sono durate due anni le indagini dei carabinieri della polizia giudiziaria della Procura di Asti che, insieme ai militari della stazione di Carmagnola, hanno ricostruito la compravendita illecita di veicoli acquistati dai due

L'operazione di sgombero del 2018

L'operazione di sgombero del 2018

Due nomadi pluripregiudicati del campo di Carmagnola, marito e moglie, sono stati condannati alla sorveglianza speciale, per quattro anni lui e due lei, dal Tribunale di Torino, sezione Misure di prevenzione, per intestazione fittizia di beni. Il decreto dei giudici ha disposto anche la confisca di quattro veicoli (una Fiat 500 Abarth, una Golf, una Jeep Renagade e un camper nuovo) per un valore complessivo di 100 mila euro.

La coppia, Giacomo Lafleur, 48 anni e Rosa Marasco, 46 anni senza lavoro da anni, vive in una villetta abusiva nel campo di via Cappellino. Insieme avevano messo in atto una tecnica che replicavano per acquistare e rivendere i veicoli. Ne acquistavano uno con un piccolo anticipo, un assegno di solito. Poi intestavano il mezzo a prestanome e fornivano false dichiarazioni dei redditi alle società che gli avrebbero concesso il finanziamento. Dopodiché rivendevano in poco tempo i mezzi per avere contanti. Il patrimonio che sarebbero riusciti a racimolare con questo metodo si aggira sui 200 mila euro. I due non avevano redditi leciti, ma un curriculum criminale di lunga data.

Sono durate due anni le indagini dei carabinieri della polizia giudiziaria della Procura di Asti che, insieme ai militari della stazione di Carmagnola, hanno ricostruito la compravendita illecita di veicoli acquistati dai due soggetti, nullatenenti e disoccupati, ritenuti pericolosi per la società. "Il contrasto alla criminalità - spiega il procuratore della Repubblica di Asti, Alberto Perduca - si realizza non solo con i procedimenti penali, ma anche con quelli di prevenzione, strumento fondamentale che la legge mette a disposizione". 

Marito e moglie erano senza lavoro da anni e avevano auto nuove e costose che non si sarebbero potuti permettere. Ci sono voluti accertamenti minuziosi per i carabinieri della pg e dei colleghi torinesi che hanno ricostruito la recente storia criminale dei due che si avvalevano di tre prestanome, quasi tutti parenti stretti: Maria Teresa Fiore, Renata Lafleur e Osvaldo Laforè.

I giudici torinesi hanno emesso una doppia misura, personale e patrimoniale, prevista per chi viene ritenuto pericoloso e vive al di sopra del proprio reddito dichiarato. Sono tredici i reati che avrebbero commesso negli ultimi anni, furti e truffe soprattutto, che gli avrebbero permesso di condurre una vita agiata circondandosi di lussi che non si sarebbero potuti permettere. Questa è solo una delle attività di prevenzione del crimine che il pool di magistrati della Procura astigiana sta perseguendo. Il procuratore capo, insieme ai pm Greco e Fiz stanno portando avanti altri accertamenti anche nell'Astigiano. 

M.M.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium