Cultura e tempo libero | 01 marzo 2020, 08:00

In un mondo di libri: "Città sommersa", di Marta Barone

Approfondimento mensile dedicato a penne astigiane e piemontesi. Questa domenica vi presentiamo la recensione del libro candidato al Premio Strega, "Città sommersa"

Foto @leggendoatestaalta

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“È dunque qui che L.B. andò in fabbrica, senza dirlo a nessuno, nemmeno a sua moglie o ai suoi amici più cari? È questo il punto? È possibile che dopo un’accusa di associazione sovversiva non potesse più praticare come medico se poi l’accusa era caduta, non sarebbe potuto tornare al suo posto? È forse fu allora che ripiegò di nuovo su stesso, incapace di governare le sue troppe vite? Non lo saprò mai. Farà parte per sempre degli spazi vuoti della sua esistenza a cui nessuno ha mai avuto accesso”.

Alla ricerca di notizie sul padre

Sono queste le domande, le riflessioni che Marta Barone, scrittrice torinese, classe 1987, si pone nel libro edito da Bompiani “Città sommersa”. Marta Barone va alla ricerca di notizie sul padre raccontando gli anni di piombo attraverso gli occhi di quel genitore carismatico, scapestrato, originale ed entusiasta della vita che, forse, oggi non ha mai conosciuto davvero. Il padre, “medico operaio”, incrociò più volte le azioni di Prima Linea e fu condannato per “banda armata”. 

Gli anni di piombo

Gli anni di piombo indicano quel periodo degli anni Settanta in cui nascono i movimenti di lotta armata figli di un’ideologia che sfociò nella violenza pur di realizzare un progetto politico. Le Brigate rosse, Ordine nuovo, la stessa Prima Linea nata nel ’76 sono alcune di quelle associazioni sovversive che sono state protagoniste in quegli anni. Oggi se ne parla poco, abituati ormai a sentir parlare solo di terrorismo internazionale, ma il terrorismo è stato di casa anche qui in Italia, proprio dietro l’angolo e chi ha vissuto quegli anni se lo ricorda bene.

Ora tocca però ai giovani rivivere il passato, aprire discussioni sul tema e suscitare interesse. Ed è esattamente ciò che fa Marta Barone ricostruendo la vita di suo papà morto nel 2011, il medico operaio che negli anni Settanta faceva propaganda per Servire il popolo di Aldo Brandirali e curava i feriti di Prima Linea. E lo fa passeggiando fra le strade di Milano - dove oramai vive - e Torino, la città in cui ha vissuto per molto tempo e che oggi non riconosce più. 

La stessa Torino della sua infanzia, la stessa Torino in cui in qualche elegante caffè si incontra con alcuni vecchi amici del padre per conoscere qualche aneddoto della sua vita, per fare luce su quelle zone d’ombra che oggi vuole finalmente vedere. Via Artisti ad esempio assume oggi connotati completamente diversi. Quella piccola via, proprio a pochi passi da casa sua, era stata precedentemente luogo di incontri clandestini fra militanti dell’epoca, crogiolo di delinquenti pronti a sacrificare vite in nome della rivoluzione e, soprattutto, protagonista della tragedia del Natale 1973. 

Marta Barone in un tratto del suo libro: “Persino piazza Vittorio, la grande piazza accanto alla quale avevo abitato tutta la vita e che conoscevo palmo a palmo, la piazza chiara, dura e geometrica che si spalancava sul ponte e il fiume e la collina, quando vi scesi il giorno dopo e la guardai, vuota di gente, quasi trasparente nella luce di vetro invernale, mi sembro lunare e remota, come il segno di un mistero.”

Questa non è una storia sugli anni di piombo, così chiamati per via delle pallottole che fra il 1969 e il 1988 hanno ucciso 197 vittime di agguati terroristici. Questa è la storia di L.B. ricostruita attraverso racconti, stralci di documenti, mezze testimonianze e ricordi annebbiati. Complice il ritrovamento di una memoria difensiva del padre, vecchie fotografie, articoli di giornale e il Centro Studi Piero Gobetti (che l’autrice cita nei ringraziamenti) la Barone può accedere al ricchissimo archivio e ai faldoni dell’avvocato Anna Guidetti Serra che non lavorò alla difesa del padre ma difese molti militanti di Prima Linea.

L'avvocato Bianca Guidetti Serra

Bianca Guidetti Serra morta all’età di 95 anni nel 2015 è stato un avvocato fra i più celebri di Torino. Da giovanissima fece la resistenza accanto a Primo Levi. Dichiaratamente antifascista fu consigliere comunale di Torino e fu protagonista di grandi processi “politici” di rilievo nazionale, fra cui quello contro le schedature politiche degli operai alla Fabbrica, come ben descritto dalla Barone nel suo romanzo. 

Ma la Serra non è l’unico personaggio che si scopre scorrendo le pagine del libro e scoprendo quindi la carne viva della nostra storia contemporanea. Si trovano nel libro molti episodi strettamente legati agli eventi terroristici: la terribile morte di Roberto Crescenzio all’Angelo azzurro, la tragedia del Natale del 1973 proprio in via Artisti, l’incubo di Villa Azzurra e la successiva gambizzazione dello psichiatra Giorgio Coda, detto L’elettricista.

A tratti, pagina dopo pagina, sembra di essere catapultati in un oscuro episodio di Blu Notte di Carlo Lucarelli o in una puntata della Notte delle Repubblica, capolavoro Rai d’inchiesta storica. In altri pare di leggere e percepire la delicatezza de “Gli anni” di Annie Ernaux, altro esempio letterario di come la storia individuale si fonda con la storia collettiva. 

“Angelo Azzurro entrò a far parte di quella categoria di parole che rimangono legate a un’inquitudine sotterranea e soffocante, come la zampa di scimmia di Poe, quei nomi che quando li risenti hanno per te lo stesso suono del fischiettare di Peter Lorre nel Mostro di Dusseldorf”. 

Un'inchiesta personale

Città sommersa ci parla di un padre e di una figlia. La figlia scrittrice mette in piedi un’inchiesta parsonale. Scava, riflette, cerca e ricerca. Marta Barone utilizza un registro linguistico deciso, asciutto, ma al contempo delicato e ricercato. Guarda le cose con guardo oggettivo, non giudica, non nasconde, non mistifica.

Vuole solo rispondere alla sua domanda più grande: Chi era mio padre prima di essere mio padre?

La Barone trova un equilibrio efficace fra la cronaca di un’epoca complessa e il desiderio di comprendere l’animo umano. 

Marta Barone, Città sommersa, Bompiani, 2020,  pp. 304, euro 18

Paride Candelaresi

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Paride Candelaresi

Appassionato di musica, letteratura e storia ebraica. Iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza, gestisco la mia attività fra mille interessi.
Attualmente consigliere comunale e Presidente della Commissione Cultura del Comune di Asti.
Collaboro con le case editrici: fotografo e recensisco libri di autori piemontesi. La mia citazione preferita è "Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini" (Il profumo, Patrick Süskind).
Lettore compulsivo e Instagram addicted.

Seguitemi @leggendoatestaalta

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