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Al Direttore | 20 aprile 2020, 16:26

Emergenza coronavirus: occorre definire tempestivamente le linee di supporto alle famiglie

Lo afferma la Consigliera di Parità della Provincia analizzando le difficoltà conseguenti le perduranti limitazioni imposte dal lockdown

La professoressa Cerrato

La professoressa Cerrato

L’INPS, con messaggio 16 aprile 2020, n. 1648, pubblicato in data 17 aprile sulla propria Home page , ha comunicato che, a seguito del D.P.C.M. del 10 aprile 2020, che ha previsto la prosecuzione del periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, sono prorogati fino al 3 maggio 2020 anche i termini per la fruizione dei 15 giorni di congedo per emergenza COVID-19 per la cura dei figli.

Permangono, per poterne usufruire, le indicazioni già fornite con la circolare INPS 25 marzo 2020, n. 45:

  • il congedo può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo, individuale e di coppia, di 15 giorni per nucleo familiare;

  • la fruizione, inoltre, è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Sicuramente la proroga delle disposizioni è un fattore positivo ma la continua incertezza sull’evolversi della situazione e conseguentemente delle norme, mentre è ormai data per scontata la sospensione delle attività didattica fino a settembre del prossimo anno scolastico (se non oltre), mettono in ulteriore difficoltà i genitori che stanno lavorando non in smartworking o che, con la ripresa graduale delle attività, torneranno agli orari e agli impegni pre emergenza.

Il telelavoro, ampiamente utilizzato per rispondere a questa emergenza sanitaria, è senz’altro uno strumento utile, ma la sua applicabilità è fortemente condizionata dalla natura stessa del lavoro svolto, in quanto, per alcuni settori di attività, è imprescindibile la presenza sul luogo di lavoro, soprattutto in quei settori di attività ad alta densità di occupazione femminile, quali ad esempio il commercio ed i servizi.

Ed i nonni, che sono da sempre il sostegno per l’accudimento dei pargoli, in questo momento (e magari anche per tutta l’estate) sono, per la loro sicurezza, confinati a casa. Chiusi anche, per ovvie ragioni, i servizi, quali ad esempio gli asili nido comunali, che sono altro punto di riferimento per evitare quelle dimissioni dal lavoro dei genitori con figli entro i tre anni, che come Consigliere seguiamo, insieme all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con particolare attenzione.

Dunque? Mentre si parla quotidianamente di riaprire i luoghi di lavoro in sicurezza occorre al contempo definire con tempestività e chiarezza, possibilmente con obiettivi a lungo termine, le linee di supporto alle famiglie in attesa di un programma del Ministero dell’Istruzione sulla riapertura delle scuole, per evitare il crearsi di una ulteriore, non voluta ma obbligata, disoccupazione, garantendo alle mamme e ai papà la possibilità ed il diritto di poter lavorare.

Prof.ssa Chiara Cerrato - Consigliera di Parità Provincia di Asti

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