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Sanità | 20 aprile 2020, 13:04

Nessun nuovo contagio da coronavirus in Piemonte? Non prima del 21 maggio

Tale data è indicata in una proiezione scientifica redatta dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, secondo cui l'uscita dal lockdown dovrebbe avvenire "in maniera graduale e con tempi diversi da Regione a Regione”

Come del resto facilmente comprensibile, il termine dell’emergenza sanitaria in corso in Italia – dove si contano finora circa 172mila infettati e oltre 22mila decessi – potrebbe variare temporalmente sulla base delle esposizioni dei territori all’epidemia.

Le prime regioni italiane a poter festeggiare l’auspicabile risultato degli “zero nuovi contagi” dovrebbero essere la Basilicata e l’Umbria, entrambe nella giornata di domani (martedì 21 aprile), seguite a ruota dal Molise (26 aprile) e dalle isole (il 29 aprile la Sardegna, il 30 aprile la Sicilia). All’opposto, Marche e Lombardia potrebbero essere le ultime due regioni ad uscire dall’incubo di nuovi contagi da Covid-19, rispettivamente il 27 giugno e il 28 giugno.

Questo almeno stando alle proiezioni scientifiche realizzate dagli esperti dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e dal dottor Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio. Secondo cui, venendo al dato relativo la nostra regione, il Piemonte dovrebbe poter non contare più nuovi contagi non prima del 21 maggio.

“Tali previsioni – specifica il dottor Solipaca in una nota stampa diffusa dall’Osservatorio – sono finalizzate non a individuare date esatte, ma quelle prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi e sono basate sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile”.

I modelli statistici stimati per ogni regione, spiegano ancora gli esperti dell’Osservatorio, sono di tipo regressivo e pertanto “non fondati sull’ammontare della popolazione esposta, di quella suscettibile e sul coefficiente di contagiosità R0, ma approssimano l’andamento dei nuovi casi osservati nel tempo e tengono conto dei provvedimenti di lockdown vigenti. Pertanto, nel caso di eventuali alleggerimenti delle misure di contenimento fin da subito, diventerebbero non più verosimili.

La nota dell’Osservatorio sottolinea, infine, che “Le proiezioni effettuate evidenziano che l’epidemia si sta riducendo con estrema lentezza, pertanto questi dati suggeriscono che il passaggio alla così detta “fase 2” dovrebbe avvenire in maniera graduale e con tempi diversi da Regione a Regione”.

Una linea estremamente prudente, cara a buona parte del mondo scientifico, che invece divide in maniera piuttosto netta i presidenti di Regione, con il governatore della Lombardia Attilio Fontana secondo cui esporrebbe “a grosso rischio se non si è in grado di far rispettare le norme di contenimento con regole uguali per tutti” e quello della Campania, Vincenzo De Luca, che da giorni “minaccia” di chiudere i confini della regione per evitare il diffondersi dei contagi.

Gabriele Massaro

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